Sharapova non molla e crede ancora nella rinascita: "Vado avanti



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Sharapova non molla e crede ancora nella rinascita: "Vado avanti

Maria Sharapova affronta una nuova delusione in un 2019 scarsissimo di risultati. Ieri l'ennesima lezione subita da Serena WIlliams, apparsa nettamente superiore nel primo turno più altisonante degli Us Open . “Penso che Serena sia stata sempre superiore, stava bene.

Non c'è stato un momento in cui le sono stata vicino. Come ho detto, ha giocato molto bene, ha colpito molto bene la palla, ha trovato perfettamente ogni angolo, ha vinto la maggior parte dei punti in due colpi. Era in quella percentuale che mi faceva più male"

La ripresa stenta a decollare, ma la russa non ne vuole sapere di mollare: “La verità è che non ho giocato molto in questa stagione, non ho giocato molti tornei. Mi ci vuole molta strada per competere su campi veloci quest'anno, ma la spalla non mi ha permesso di fare di più.

In questo momento, dopo una sconfitta, è difficile parlare di tornare alle routine, risalire, ma so che è un lungo viaggio. Affrontare un avversario di questo livello in un primo turno di uno Slam è un duro colpo, specialmente quando vieni dal non giocare così tanto.

Quando non giochi molto, tutti i rivali che affronti sono più difficili. È una battaglia in salita. Lo sport d'élite è molto orientato sui risultati, ma ci sono molte storie dietro ogni risultato.

Ci sono fasi che devono essere attraversate per raggiungere il luogo in cui vuoi arrivare, quindi questo è un capitolo molto importante della mia carriera. Non è una strada facile, non lo è mai stata, ma vengo da un processo molto faticoso di quattro mesi.

Trovarmi negli US Open, in un match notturno con un pubblico così appassionato è un problema, ma sono stata fortunata a far parte di questo. Ora sarebbe facile scoraggiarsi, ma domani mi sveglierò comunque.

Sarà più difficile il giorno in cui non vorrai allenarti o lavorare per essere migliore, sarà peggio di un risultato negativo”. La motivazione non manca mai: “Devo andare avanti, non c'è altro da fare.

Posso esprimerlo in diversi modi, con termini diversi, ma la soluzione sarà comunque quella di uscirne. In fondo ho ancora la motivazione, credo ancora nelle mie capacità. So che molte persone possono non tener più conto di me, soprattutto dopo avermi visto cadere per un doppio 6-1 nel primo turno degli US Open, ma finché non sarò la persona che lo pensa, allora andrà tutto bene”.

Il lavoro con Piatti potrebbe essere decisivo: “Ricardo, ovviamente, ha alcune responsabilità. Dopo quasi un anno fuori ritmo, ho dovuto adeguarmi un po' al suo programma, è un qualcosa che è venuto inaspettatamente.

Mi è piaciuto molto il suo lavoro, mi piace la sua prospettiva, la sua semplicità, penso che sia qualcosa di cui avevo bisogno e che mi mancava. Finora non abbiamo progettato piani per il futuro, ma ho sempre amato lavorare insieme"