Toni Nadal: "A Zverev è successo qualcosa. Kyrgios pigro. Mentre Thiem..."


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Toni Nadal: "A Zverev è successo qualcosa. Kyrgios pigro. Mentre Thiem..."

Toni Nadal ha inaugurato il nuovo centro di tennis a luglio in Grecia intitolato al nipote Rafael. Lo zio e coach del numero due del mondo ha concesso un'intervista alla televisione locale Cosmotes in cui ha parlato soprattutto dei giovani, cominciando da Alexander Zverev.

"La prima volta che l'ho visto giocare aveva 16-17 anni, a Basilea. Pensavo sarebbe diventato il prossimo numero uno perchè aveva tante armi. Buona prima di servizio, non male la seconda. Buon timing sulla palla.

Però sono passati tre anni e ha raggiunto i quarti di finale soltanto in uno Slam. Gli è successo qualcosa. Negli Australian Open 2017 ha giocato bene contro Rafael, ma uno come lui dovrebbe aspirare a cose migliori.

Dominic Thiem è un ragazzo straordinario, grande atleta. Una persona che crede nel lavoro. Ha raggiunto due finali del Roland Garros ed è stato sfortunato a incrociare Rafael, che è migliore di lui per il momento.

Ma un giorno Dominic vincerà a Parigi. Nick Kyrgios? E' un peccato che si comporti così perchè potrebbe essere uno dei migliori. Ha tante cose che lo rendono un grande giocatore. Intelligente in campo, ha una buona volée, grande servizio, buon rovescio, è un grande attaccante, può anticipare la palla con facilità ma è un po' pigro e ha qualche problema di testa che gli impedisce di realizzare grandi cose.

A volte fa fatica con avversari normali e si esalta contro Federer, Djokovic e Rafa. Ma per vincere i grandi tornei devi battere anche gli altri giocatori. Stefanos Tsitsipas è un grande giocatore, è migliorato ed è uno dei tanti che può aspirare alla prima posizione mondiale"

Infine sullo scontro Next Gen/Big Three: "Credo che i giovani non abbiano la dedizione dei veterani. Hanno tanto talento ma tanti giocatori hanno abbastanza talento. McEnroe per esempio, forse era anche più talentuoso di Rafael.

Ma mio nipote ha vinto molto di più. E' l'impegno che fa la differenza. Federer è diverso da tutti gli altri per la facilità con cui colpisce la palla, Djokovic può attaccare e difendere nello stesso modo e Rafael è in grado di giocare qualsiasi colpo da posizioni difficili"