Pietrangeli si racconta: "Io il tennista italiano più grande della storia"


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Pietrangeli si racconta: "Io il tennista italiano più grande della storia"

Nicola Pietrangeli è stato uno dei più grandi giocatori della storia del tennis italiano. L’ex numero tre del mondo ha vinto ben due volte il Roland Garros: la prima nel 1959 contro Ian Vermaak, la seconda nel 1960 contro Luis Ayala.

Pietrangeli si è raccontato in una bellissima intervista al Corriere della Sera, partendo dall'ipotetica realizzazione di una pellicola sulla sua vita. "Si intitolerebbe Nicola contro Pietrangeli e costerebbe un botto produrlo, c’è troppo da raccontare.

Dentro di me c’era abbastanza atleta e abbastanza buon mascalzone. Un continuo contrasto. Dicono che se mi fossi allenato poco di più avrei vinto molto. Ma non mi sarei divertito. Da bambino ero sereno. Parlavo russo, la lingua di mamma, e francese.

Mai sofferto la fame, mai mancato nulla anche a livello affettivo pur non andando d’accordo con papà Guido, colpevole di avermi messo la racchetta in mano. Quando siamo venuti a Roma da Tunisi non spiccicavo una parola di italiano.

Subito diventai popolare per il pallone. Cenavo alle 8 e poi scendevo per la partita serale a piazza di Spagna. Giocavo a tennis sui campi del circolo Venturini e al Tennis Club Parioli, ma questa è storia nota" Sulla sua fama da playboy, l'italiano ha proseguito: "Ho avuto quattro storie che contano.

Susanna, che poi ho sposato, non era bella. Di più. Abbiamo avuto tre figli Marco, Giorgio e Filippo. La storia del playboy è un po’ romanzata. Sì, è vero, amavo accompagnarmi a belle donne, però non lo facevo per interesse anche se ho avuto diverse occasioni con compagne ricchissime, ma a me i soldi non interessavano.

Dopo Susanna, è arrivata Lorenza, indossatrice milanese. Non volevo sposarmi e mi lasciò. Sempre lasciato, io. Poi ecco Licia Colò. Cinque anni di splendida convivenza. Aveva 30 anni meno di me. Quando mi ha lasciato mi ha giurato che non lo faceva per un altro.

Forse si è spaventata della mia età ed è comprensibile. Ho sofferto molto. E ora c’è Paola. C’è grande affetto. Oltre all’amore è necessaria tanta comprensione reciproca altrimenti non vai da nessuna parte.

Non viviamo insieme, ma condividiamo parecchie cose, anche Pupina Due. Penso alla morte? Sì, ogni tanto. Spero di morire la notte e all’improvviso, mi spaventa la malattia. Il mio funerale si terrà al campo centrale del Foro Italico, a me intitolato.

Ho già chiesto il permesso al presidente del Coni, Giovanni Malagò. C’è un ampio parcheggio e nessuno potrà accampare la scusa di non aver trovato posto per la macchina. In caso di pioggia si rimanda al giorno dopo e speriamo che all’Olimpico non giochi la Lazio altrimenti ci sarebbe confusione e magari qualcuno preferirebbe andare là.

Voglio che vengano tutti, vi voglio numerosi e restate fino alla fine" A Pietrangeli è stato infine chiesto se fosse il più grande tennista italiano della storia. "Di gran lunga. Panatta, con più talento, è durato molto meno ai vertici.

Ora il più forte è Fabio Fognini. Una volta mi incontra e mi fa, sfottendomi, ehi Nicola, ai tempi tuoi correvi quanto me? Io non correvo, gli rispondo. Facevo correre gli altri":