Serena Williams: "Lo sport che amo non mi ha rispettato"


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Serena Williams: "Lo sport che amo non mi ha rispettato"

A quasi un anno di distanza dalla vittoria sfumata agli Open Usa, Serena Williams immortala e racconta se stessa, in prima persona, su una delle riviste di moda più importanti al mondo, Harper’s Bazaar. Scatti fotografici senza filtri e ritocchi e soprattutto le sue parole, a ripercorrere con i ricordi la finale persa con Naomi Osaka e il corollario polemico con l’arbitro dell’incontro, Carlos Ramos, che ha scatenato tante accese polemiche che ancora oggi non sembrano essersi spente.

Serena, nel suo racconto, inizia dalla fine. Dalla fine di quell’incontro sfociato in un finale amarissimo. “E’ l’inizio del secondo set e l’arbitro pensa di aver visto il mio allenatore che mi dà suggerimenti.

Mi dà un warning. Mi avvicino a lui e dichiaro con enfasi la verità, che non lo stavo guardando il mio allenatore. “Non imbroglio per vincere, preferisco perdere piuttosto” gli ho detto. Torno a giocare, dopo aver perso il punto successivo rompo la racchetta per la frustrazione.

Ramos mi dà un altro warning e dà un punto alla mia avversaria. Ad un certo punto ho sentito che dovevo difendermi. Lo chiamo ladro, ancora una volta chiedo delle scuse. Gli dico che mi sta penalizzando in quanto donna.

Risponde dandomi un altro warning e un game di penalità. Alla fine la mia avversaria ha giocato meglio di me quel giorno e ha finito per vincere il suo primo Grand Slam. Ma io mi sentivo sconfitta per la mancanza di rispetto da parte dello sport che amo”.

Si susseguono le parole sulle notti insonni, di Serena, e sulle domande che si è posta per giorni e settimane. “Perché non posso esprimere le mie frustrazioni come tutti gli altri? Se fossi stata un uomo, mi sarei trovata in quella situazione? Cosa mi rende diversa? Solo perché sono una donna?” Continua, amara, la Williams: “Sono stata ferita profondamente.

Avevo il cuore spezzato. Perché le donne quando le donne sono appassionate vengono etichettate come pazze, irrazionali ed emotive, mentre un uomo viene visto come forte? “Serena Williams decide quindi di affrontare il mostro e arriva il momento di dover chiedere scusa, via sms, alla persona che più lo meritava.

L’unica che lo meritava. Naomi Osaka. “Ehi Naomi! Sono Serena Williams. Come avevo detto sul campo, sono orgogliosa di te e mi dispiace davvero. Non pensavo che i media ci avrebbero messo contro. Non vorrei mai che la luce splenda lontano da un’altra donna, in particolare un’altra atleta di colore” E quindi gli auguri per il futuro: “Ti auguro ogni successo oggi e per il futuro.

Con tutto il mio amore e il mio tifo, Serena”. La risposta di Naomi è poi arrivata assieme alle lacrime di Serena: “le persone spesso confondono la forza con la rabbia, nessuna ha difeso se stessa come hai fatto tu, devi continuare così”.