Arbino, coach di Sonego, in esclusiva: "Ad Antalya emozioni straordinarie"


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Arbino, coach di Sonego, in esclusiva: "Ad Antalya emozioni straordinarie"

Raramente si assiste ad un'intesa così totale tra atleta e coach, dove i successi del primo sono una diretta conseguenza delle capacità del secondo, ma anche il contrario. Gipo Arbino è il miglior coach per Sonego, così come Lorenzo è il tennista perfetto da allenare per Gipo.

Un'alchimia da proteggere come i panda e che ha condotto Lorenzo Sonego, 24 torinese, fino ad un paio di anni fa lontano dal grande tennis, a vincere il suo primo titolo Atp per di più su una superficie complessa come l'erba.

Dopo i quarti di quest'anno nel Master 1000 di Montecarlo, Lorenzo sbanca Antalya (torneo Atp 250 in Turchia, montepremi da 445.690 euro) e diventa il 46° tennista al mondo e il numero 4 italiano. Ce ne sarebbero di motivi per festeggiare, ma il tennis non dà tregua e c'è un Wimbledon da giocare: "Siamo arrivati a Londra subito dopo la finale con un volo privato messo a disposizione dalla Turkish Airlines, sponsor del torneo - ci racconta con la sua consueta disponibilità Gipo Arbino - Un modo per agevolare i tennisti che hanno scelto l'Open turco"

La straordinaria settimana di Antalya inizia dai campi del Tc Bra, in provincia di Cuneo: "Per i tornei sull'erba abbiamo lavorato in modo molto approfondito su tre aspetti. La risposta, il rovescio in slice e il servizio in slice nelle sue tre varianti: a uscire, al corpo e sul rovescio dell'avversario"

E i risultati sono stati straordinari. Il servizio, che pure è il colpo con cui Lorenzo riesce a indirizzare diversi match, ad Antalya è sembrato ancora più efficace e i 25 ace della finale sono là a dimostrarlo: "Ma non solo.

Per tutto il torneo ha servito tra il 70 e l'80 % di prime palle, ottenendo l'85% di punti - prosegue Arbino - È sempre stato un colpo importante ma in alcuni momenti si perdeva. Anche grazie alla videoanalisi con Danilo Pizzorno, abbiamo cambiato alcuni dettagli e i miglioramenti sono stati evidenti"

Ripercorriamo proprio con Arbino la scalata al trono di Antalya. L'esordio è contro quel Sousa (66 Atp) che lo aveva stoppato nel primo turno a Roma quattro anni fa. Lorenzo aspettava da tempo un'altra occasione e lo liquida in due set 6-3 7-6 (sotto 5-2 nel tie break, lo vince poi 13-11).

"Sousa stava giocando bene ma avevamo grande speranza di poterlo superare. Era davvero una rivincita" Nel secondo turno la prima rimonta contro Gunneswaran (95° nel mondo). Cede il primo set al tie break, è travolgente nel secondo (6-0), chiude 7-5 nel terzo.

"L'indiano è uno specialista di questi campi: batterlo è stata una bella iniezione di fiducia" Nei quarti trova Adrian Mannarino, numero 2 del seeding e 37 Atp, capace solo pochi giorni prima di conquistare il suo primo titolo a ‘s-Hertogenboch.

Sulle ali di quel successo il francese fa suo il primo parziale. Nel secondo Lorenzo serve sempre per secondo, ma sul 4-5 e sul 5-6 non trema e si va al tie break. Al primo cambio di campo si gira sul 3-3, poi il torinese infila quattro quattro punti consecutivi e guadagna il set.

Nella partita decisiva piazza il break nel secondo gioco e non si fa più riprendere chiudendo 6-3. "Mannarino era in fiducia avendo appena vinto un torneo Atp: è stata una grande partita" In semifinale ecco Carreño Busta, ex top ten.

Sonego vola 6-3 5-3 e sul servizio dello spagnolo si procura 4 match point, di cui tre consecutivi. Lorenzo però ha una piccola pausa che paga a caro prezzo. Carreño Busta si salva, fa il controbreak e la pioggia rimanda la contesa al giorno dopo.

Sonego riparte concentrato e, una volta al tie break, lo domina 7-2. "Non è stato facile tranquillizzarlo e fargli capire che in fondo eravamo ancora noi in vantaggio. Lui era un po' giù per un paio di colpi che aveva sbagliato al momento di chiudere.

Per la ripresa abbiamo deciso
di fare un riscaldamento intensivo. Prima con uno sparring partner e poi con me, finalizzati su servizio, risposta e su trovare da subito feeling e sensibilità sui colpi" La sua prima finale Atp contro Kecmanovic, 19enne serbo attuale numero 67 dopo la settimana di Antalya, è stata l'ennesima prova superata di questa sensazionale escalation del tennista
di cuore granata.

"Sapevamo che sarebbe stata una partita complicata, sia per la qualità degli avversari che aveva battuto sia perché riusciva a palleggiare da fondo molto bene come se fosse su una superficie diversa dall'erba"

Nel primo set Sonego non sfrutta quattro set point e concede il tie break al suo avversario con una smorzata fuori misura. E sul 5-6 del secondo annulla addirittura un match point. Scampato il pericolo Lorenzo non sbaglia praticamente più nulla, prendendosi di forza il tie break e dominando di slancio il terzo set chiuso 6-1.

"Ora è nei primi 50 giocatori del mondo, che era il nostro ambizioso obiettivo da raggiungere alla fine di questo 2019. Ed è il numero 4 d'Italia, quindi con pieno merito nella rosa di Coppa Davis. Stiamo assaporando una serie di soddisfazioni incredibili e difficili da raccontare.

Lui poi come esperienza nel circuito è il più "pivello" di tutti, però è uno che su un campo sa fare un po' tutto, perché è il tennis che io ho sempre insegnato a tutti, bambini e bambine.

Certo poi ogni singolo tennista mette in campo le sue qualità" E quelle di Lorenzo, sotto la regia di Gipo, sono di primissima qualità.
Intervista realizzata da Matteo Musso.