Ashleigh Barty: "ho combattuto per la mia salute mentale"



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Ashleigh Barty: "ho combattuto per la mia salute mentale"

E alla fine il primo posto è arrivato. Quarantatré anni dopo Goolagon Cawly, Ahsleigh Barry diventa la seconda giocatrice australiana a issarsi in prima posizione nella classifica mondiale. Lo fa dopo il successo a Birmingham in finale contro Julia Georges, lo fa superando Naomi Osaka.

Lo fa, soprattutto, dopo esser ritornata finalmente a giocare con la voglia e l’entusiasmo, dopo esser stata ad un passo da lasciare la racchetta e dedicarsi ad altro. Tutto ha un inizio e per Ahsleigh coincide con la vittoria al torneo Junior di Wimbledon, quando ha 15 anni: “è stata la cosa peggiore e migliore che mi sia capitata – confessa in un’intervista il giorno precedente la finale di Birmingham- non la cambierei mai per nulla al mondo, ma continuo a pensare che sia accaduto troppo presto”.

Troppo presto, infatti. Un anno dopo Barty è già da sola sul circuito, ha 16 anni, ha gli occhi e i fari puntati addosso. E dopo un anno aveva solo un desiderio: ritornare a casa. “in quel periodo ho combattuto per la mia salute mentale, è stato importante lavorare su questo e prendermi del tempo lontano dal tennis è stato fondamentale”.

Trovata la stabilità, ritrovato l’entusiasmo, eccola di nuovo qui. Il successo a Parigi e quindi il primo posto. Naturalmente, ci sono sempre le disavventure e i contrattempi che una giocatrice di tennis deve sempre affrontare: “questa parte dell’anno mi fa stare lontana da casa per due mesi e mezzo, ogni volta che parto è sempre difficile, starei sempre a casa con la famiglia. Ma fortunatamente ho delle persone attorno a me che mi aiutano ad afforntarlo”: