Fabio Fognini: "Voglio uno Slam. Nadal? Vi svelo come l'ho battuto"


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Fabio Fognini: "Voglio uno Slam. Nadal? Vi svelo come l'ho battuto"

Fabio Fognini è stato intervistato da Marco Bucciantini di Sky Sport domenica nella sua Arma di Taggia. Il ligure ha parlato di cosa significa per lui essere diventato un top ten: "Faccio ancora un po' di fatica a capire quello che sta succedendo, vedere quel numero di fianco al mio nome.

È un sogno che si avvera, con l'intento di cercare un po' oltre. Ora che ho vinto un grande torneo e raggiunto i primi 10, mi è sempre piaciuto far bene in uno Slam. Firmerei per i quarti o gli ottavi perché è un risultato storico ma giocare una finale Slam sarebbe la cliegina sulla torta.

Ora voglio godermi il momento, ci ho messo tanto, vincere Monte Carlo ha cambiato le aspettative, e ora so come gestire determinati momenti" Sul significato che la sconfitta e la vittoria hanno per lui: "La sconfitta brucia perché qualsiasi essere umano cerca di fare il proprio lavoro nel modo migliore possibile.

Io lo esterno ogni tanto in maniera negativa, non lo vivo benissimo. Non mi piace perdere e so che se su 20 settimane che gioco, in una vinco il titolo, bisogna festeggiare perchè nelle restanti 19 perdo. È il bello dello sport.

La vittoria peccato che duri troppo poco, ma è un premio al lavoro fatto perché quel giorno hai battuto l'avversario, hai giocato meglio di lui e hai la consapevolezza che il giorno dopo avrai un'altra opportunità per migliorare"

Sul suo gioco bello esteticamente: "Molte volte ho sentito, 'Fognini ha talento', ma dietro il Fognini ragazzo, uomo adesso padre, ci sono stati tanti allenamenti e anche delusioni perché ho perso più di quello che ho vinto"

Infine sul successo di Rafael Nadal al Roland Garros: "Rafa è unico, non è umano perché vincere 12 volte è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Ci ho giocato, più volte mi ha bastonato e l'ultima volta a Monte Carlo ho vinto io.

Abbiamo sempre lottato. All'inizio giocare con Nadal ti metteva un po' di apprensione, prima della partita lo vedevi saltare in spogliatoio e mentalmente la vinceva prima di entrare in campo. Poi mi sono calmato, l'ho iniziato a conoscere perché più giochi con queste leggende, più gli rosicchi e gli rubi qualcosa. Ho conosciuto i suoi punti deboli e messo in difficoltà col mio gioco. Prima non ci credevo"