Tiafoe: "Spero che la mia storia sia un'ispirazione per tutti"


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Tiafoe: "Spero che la mia storia sia un'ispirazione per tutti"

La storia di Frances Tiafoe, probabilmente la maggiore e migliore speranza per il futuro del tennis statunitense, è piuttosto particolare. Il papà, immigrato dalla Sierra Leone nel Maryland, è diventato il manutentore dei campi di un tennis club e da lì il piccolo Frances ha iniziato a sognare con una racchetta in mano.

Giocava contro il muro mentre il papà lavorava. Oggi Tiafoe è un punto fermo del circuito maschile, una speranza per gli americani, un quartofinalista Slam e ha solo ventuno anni. Prima del Roland Garros, Frances ha rilasciato un’intervista a “The Guardian” in cui dice: «Voglio che la mia storia ispirasse gli altri.

Se vuoi qualcosa nella vita, provaci». I bambini che frequentavano il circolo dove lavorava il padre, naturalmente, avevano più disponibilità economiche di lui, ma questo non era per Tiafoe un motivo di tristezza: «Non mi sentivo triste perché sapevo di dover essere grato per quello che avevo, anche se era difficile, perché ti guardavano i vestiti che indossavi, il che non era il massimo», dice Tiafoe.

I miei genitori volevano ottenere una borsa di studio per me e mio fratello, vederci laureati li avrebbe riempiti di felicità, ma io ero confuso perché pensavo: "Quanti hanno una laurea e non sanno dove stanno andando? Mia madre disse: "È il modo di fare le cose in America"

E io: "No, perché non colgo questa opportunità – il tennis, ndA - per migliorare la vostra vita e quella di mio fratello? Datemi una possibilità» ricorda Tiafoe. La possibilità è arrivata: a 15 anni Frances è diventato il più precoce vincitore dell’Orange Bowl di sempre, il resto è stata una discesa verso quello che è oggi.