Berrettini: "Convinto di vincere fin dall'inizio. Nel 2018 avevo sofferto"


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Berrettini: "Convinto di vincere fin dall'inizio. Nel 2018 avevo sofferto"

Prima della partita di Matteo Berrettini contro Alexander Zverev, si era ipotizzato che questa potesse essere l'occasione migliore per il 23nne romano di sorprendere il tedesco. Primo perché rispetto alla sfida persa di 12 mesi fa nello stesso posto, ora i miglioramenti dell'azzurro sono nettamente visibili, e secondo perché il tedesco non sta di certo attraversando il suo miglior momento.

Ha creduto dall'inizio alla fine Berrettini di poter realizzare il risultato più importante della sua carriera per la classifica dell'avversario. Ecco perché, rispondendo alla domanda di Tennis World Italia sulle Novak Djokovic riguardo la vittoria di Berrettini - "Matteo non aveva nulla da perdere" -, Berrettini ha espresso con onestà l "Quando parla Djokovic bisogna stare sempre con le orecchie aperte.

Non so quale fosse la domanda ma in qualche modo è vero perché sulla carta giocavo contro un giocatore più forte di me ma io non sono entrato in campo con l'idea di non avere nulla da perdere. Lo scorso anno dopo la sconfitta sono stato male e se avessi perso oggi sarei stato ancora peggio.

L'ho vissuta come una partita alla pari, ero convinto di batterlo fin dall'inizio, non l'ho mai vissuta come un sogno inarrivabile. Ero abbastanza deciso" "Sono rimasto lì perché sono partito molto bene poi per bravura sua e demeriti miei, per le condizioni perché è normale altrimenti non mi chiamerei Matteo Berrettini, ho preso un break, sono andato 5 pari 0-40 ma mi sono detto di rimanere lì, nella partita, concentrandomi a stare attaccato perché è l'unica cosa che conta quando sei lì dentro.

Avevo mille emozioni che potevano distrarmi ma sono contento per come sono riuscito a stare concentrato. Avevo la voglia di godermi questo momento, ogni volta che vincevo un punto c'era il boato, brividi, e volevo continuare a vivere questo.

Ciò mi ha aiutato ad essere più carico e pronto, ero teso ma è giusto che ci sia la tensione e mi sentivo pronto" Una vittoria, contro un numero 4 del mondo, che garantisce a Berrettini un posto tra le prime 32 teste di serie al Roland Garros e per la prima volta al terzo turno di un Master 1000.

Cos'è la cosa più importante tra queste? "La più importante è quando ho vinto la partita e ho visto il mio box quasi in lacrime. Questa è la cosa più bella. Il terzo turno lo potevo raggiungere anche battendo un altro giocatore, ma questa vittoria arriva un anno dopo aver perso contro di lui e quindi il lavoro che ho fatto sta pagando. Non penso per ora a Parigi perché ho altri stimoli al momento"