Matteo Berrettini: "Zverev? Rispetto al 2018 sono un giocatore migliore"


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Matteo Berrettini: "Zverev? Rispetto al 2018 sono un giocatore migliore"

Un esordio perfetto. Matteo Berrettini si è sbarazzato di Lucas Pouille col punteggio di 6-2 6-4 prenotando una nuova sfida di lusso al secondo turno contro Alexander Zverev. Sarà una ri-edizione del match dello scorso anno quando il tedesco vinse 7-6 6-4.

"Le sensazioni sono state molto positive, sono partito bene fin da subito con un break e sapevo che dovevo continuare così, a fare il mio gioco, a concentrarmi sul servizio, quello che faccio e quello che dovrò fare con Zverev - ha detto Berrettini -.

Non sta passando un periodo incredibile ma la cosa incredibile è ciò che ha fatto lo scorso anno vincendo Monaco, Madrid e facendo finale a Roma. Ci sta, è un anno più giovane di me e solo rispetto per lui.

Vedremo quello che succederà ma sono in fiducia" Considerando che il 22enne tedesco non è nel miglior momento della sua carriera, pensa di poter vivere una serata magica nel Centrale del Foro Italico? "Anche lo scorso anno ho pensato di poterla vivere, anche se lui era parecchio in fiducia, e per certi versi lo è stata perché sono uscito dal campo col sorriso convinto di aver dato tutto.

Quest'anno più che su di lui mi concentro su di me, sono migliorato e rispetto all'anno scorso posso dargli più fastidio. È un campione che nei momenti clou fa la differenza, quindi mi concentrerò più su di lui che su di me"

Cosa gli manca per raggiungere il livello dei "Next Gen" Atp come Alexander Zverev e Stefanos Tsitsipas? "Boh (ride, ndr). Zverev è da tanti anni che sta lì ormai, Stefanos ha fatto cose pazzesche lo scorso anno, ieri (sabato, ndr) ho visto un po' della partita con Nadal e sta continuando a giocare molto bene.

Cosa mi manca... È difficile da dire. Ho giocato con lui (Tsitsipas) in Australia e la partita era molto tirata, si è giocata su pochi punti, e devo continuare a giocare partite di questo livello per guadagnare esperienza e migliorare sempre più"

Poi un giudizio sul suo servizio: "Nella trasferta americana ho avuto un po' di dolore alla spalla, me lo sono portato dietro per un po', con Vincenzo (Santopadre, il coach, ndr) abbiamo cercato di pulire un po' il movimento.

È una caratteristica che io ho e su cui abbiamo sempre lavorato fin da quando ero piccolo" Su quanto sia importante avere Fabio Fognini come punto di riferimento: "Lo è sempre stato negli ultimi anni.

Proprio due anni fa ho giocato contro di lui prendendo una batosta e mi ha fatto tra l'altro molto bene. Siamo due giocatori molto diversi, quindi è difficile prendere consigli tecnici o tattici ma spendere tempo con lui può solo farmi del bene"

Su quanto la stagione su terra rossa lo abbia rilanciato col titolo a Budapest e la finale a Monaco di Baviera dopo alcune uscite premature nei primi mesi dell'anno, ha concluso: "Ho perso con Bautista Agut che ha vinto il torneo, con Leo Mayer con tre match point sprecati e con Tsitsipas in un match di alto livello.

Ho perso alcuni primi turni, mi è dispiaciuto ma ho sempre avuto fiducia e non vedevo l'ora che arrivasse la terra. Sono contento per quello ma i tornei grossi sono così, bisogna confrontarsi coi più forti fin da subito"