Nadal: Ora è più normale di quanto accaduto negli ultimi 15 anni"


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Nadal: Ora è più normale di quanto accaduto negli ultimi 15 anni"

L’impero spagnolo, solitamente totalitario, sul rosso europeo di Rafa Nadal comincia a vacillare fortissimo. Monte-Carlo, Barcellona, Madrid. Zero titoli e nessuna finale. Il maiorchino è stato sconfitto da Stefanos Tsitsipas nella semifinale serale di Madrid e arriverà a Roma con nessun titolo nel 2019 in bacheca.

«Non è stata una buona partita da parte mia. Ho lottato, ho fatto cose che non sono state cattive e altre che non sono andate bene – analizza Nadal - Giocando di sera le sensazioni cambiano un po' Mi sono riscaldato alle 17:00 con tanto caldo e la palla viaggiava molto bene, non so perché quando sono uscito dal campo la mia sensazione è cambiata: c'era più vento ed era più freddo.

Anche se pure ieri ho giocato a un orario simile, oggi non ho sentito la palla così bene. Non è stata la mia miglior giornata, mentre è stata la miglior gioranta per l’altro – Tsitsipas, ndA - e quando accade questo, si perde.

Dovevo provare fino alla fine ed è così che è stato. Conosco bene Tsitsipas a livello di gioco, sapevo cosa dovevo fare, ma non ero in grado di farlo stasera». Continua lo spagnolo: «È una sconfitta, una possibilità persa di giocare una nuova finale in un torneo molto importante e bello per me.

Il tennis significa perdere e vincere, per anni ho vinto molto su questa superficie e quest'anno, per quello che è, non è così. Mi sto avvicinando ma senza vincere, bisogna accettare le cose naturalmente, così come ho accettato le vittorie per tutta la vita normalmente e naturalmente.

Non voglio cercare scuse. Si tratta di giocare a tennis: se avessi giocato bene avrei vinto la partita, non ho giocato abbastanza bene e la conseguenza è stata la sconfitta. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane, devo fidarmi delle mie possibilità e le cose andranno bene».

Rafa arriva a Roma senza titoli e, probabilmente, non da favorito. Una novità quasi assoluta: «Sono tornei molto importanti ed emotivamente sono molto speciali. Ho vinto 11 volte a Monte Carlo, altre 11 a Barcellona, ​​5 a Madrid, 8 a Roma e 11 al Roland Garros.

Ogni settimana che gioco questi tornei rappresentano una moltitudine di ricordi indimenticabili. Quando perdo, non torno felice in albergo, questa è la realtà. Forse quello che sta accadendo ora è più normale di quello che è successo negli ultimi 15 anni.

Detto questo, penso di avere il tennis e il tempo per continuare ad aspirare a vincere questi tornei. L'unica cosa di cui ho bisogno è essere in buona salute e giocare bene, se riuscirò a raggiungere il prossimo anno avrò delle chance per lottare per questi titoli».