Stefanos Tsitsipas: "Battere Nadal su terra è la vittoria più grande"


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Stefanos Tsitsipas: "Battere Nadal su terra è la vittoria più grande"

Stefanos Tsitsipas ieri sera ha completato un personale Grande Slam, una cosa riuscita a pochissimi in questa età dell’oro del tennis mondiale. Federer, Djokovic e ora Nadal. Il greco – classe ’98, è bene ricordarlo – li ha già battuti tutti.

E superare Nole sul cemento, poi Roger in uno Slam e ora Rafa sulla terra e, per di più, a Madrid è un risultato enorme. Non può che essere raggiante Stefanos quando si presenta davanti alla stampa per la rituale conferenza post-match, nonostante la tarda ora.

«Non potete immaginare quello che sto provando – dice il greco – a un certo punto mi sentivo come se avessi perso la speranza contro di lui. Avevo perso tre volte contro Rafa, a Toronto ci ero andato vicino e quella partita mi aveva dato molta fiducia, ma poi quest’anno in Australia lui era troppo per me».

Viene chiesto a Tsitsipas quale posto occupa nella sua carriera la vittoria contro lo spagnolo: «È indubbiamente la migliore della carriera – risponde secco Stefanos – lui è sicuramente uno dei migliori con cui ho giocato e affrontarlo è un test mentalmente durissimo.

È la mia più grande vittoria». Il greco ci ha perso sul cemento quest’anno in Australia rimediando una sconfitta piuttosto cocente, per poi batterlo sulla superficie più congeniale a Nadal: «In Australia ho avvertito che aveva più fiducia nei suoi colpi.

Qui sentivo di avere più tempo per attaccare e difendere e, in generale, credo di aver giocato meglio. Ho servito benissimo, ho fatto serve & volley, sono stato paziente, sono riuscito a tenere lo scambio».

Una domanda, infine, sulla finale di domani con Djokovic, contro cui ha vinto l’unico precedente, giocato in Canada la scorsa estate: «Non l'ho mai affrontato sulla terra, quindi non so cosa aspettarmi – spiega Tsitsipas - cercherò di analizzare alcune cose per vedere cosa sta facendo su questa superficie.

Ho visto molte delle sue partite, ma mi adatterò a come gioca su questa superficie perché penso che sia difficile affrontarlo qui così come sul cemento. Mi preparo mentalmente alla battaglia che sarà».