Paolo Lorenzi: "Avrei firmato per questa carriera. E mi diverto ancora"


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Paolo Lorenzi: "Avrei firmato per questa carriera. E mi diverto ancora"

Il febbraio 2018 ha segnato un momento negativo nella carriera di Paolo Lorenzi. Numero 46 del mondo e 36enne, la settimana successiva alla sfida di Coppa Davis tra Giappone e Italia, a Quito il senese ha subito una rottura della fascite plantare.

Due mesi di stop e crollo in classifica fino al numero 116 del mondo. Proprio febbraio, ma quest'anno, lo ha visto tornare a buoni livelli nel circuito maggiore raggiungendo i quarti di finale a New York, dove si è arreso con rimpianti per 7-5 al terzo set a Brayden Schnur.

"È stato deludente perché non mi era mai successo - ha ammesso Lorenzi al sito ATP -. Non sapevo cosa aspettarmi. Pensavo che una volta tornato in campo tutto sarebbe stato lo stesso. Ho avuto bisogno di tempo e i tennisti non vogliono aspettare.

Vogliamo tutto veloce e facile, è stata un'esperienza nuova. Ma mi ha aiutato a crescere e non si è mai troppo vecchi per crescere. Lo scorso anno è stato difficile e sfortunato. Nella mia vita non avevo mai sofferto un infortunio importante e non sono più giovane"

Su Lorenzi, Andreas Seppi ha detto: "Essere sempre nei Challenger a inizio carriera e poi arrivare alla top 100, penso che nel mezzo molti giocatori avrebbero mollato. Ha sempre lavorato duramente. Vederlo a un buon livello ora a 37 anni è un'ispirazione.

Fisicamente non è facile ma sta facendo bene" Lorenzi non vede la fine vicina: "Amo questo sport. Amo allenarmi, giocare tornei e vivere l'adrenalina della partita. Sono fortunato perché la mia passione è diventata un lavoro, quindi sto cercando di divertirmi il più possibile.

Sono contento della mia carriera. All'inizio vuoi vincere uno Slam e diventare numero uno del mondo, ma avrei firmato per fare ciò che ho fatto: vincere un titolo ATP, essere numero 33 del mondo, numero uno d'Italia per un anno. Mi sono goduto tutti questi risultati"