Marco Cecchinato: "Prima non volevo allenarmi. Ora sono un lavoratore"


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Marco Cecchinato: "Prima non volevo allenarmi. Ora sono un lavoratore"

Ancora un titolo, il terzo in carriera per Marco Cecchinato. Dopo i successi dello scorso anno a Budapest e Umago, il palermitano si è preso lo scettro di Buenos Aires battendo in una finale senza storia Diego Schwartzman.

Un'analisi profonda e significativa quella di Cecchinato sui suoi progressi: "Ora posso vincere partite anche giocando male. Prima non succedeva e questa è una grande differenza. Credo di poter fare bene sul cemento, terra ed erba.

Scendo in campo per vincere ogni partita con la fiducia di potercela fare. C'è stato un click nella mia testa per convincermi di questo" Non aveva iniziato bene la stagione sudamericana Cecchinato, subito sconfitto da Jaume Munar a Cordoba: "Almeno sono potuto arrivare qui con vari giorni di anticipo per allenarmi come dovevo.

È andata bene, no?" Ma cosa è cambiato in Cecchinato negli ultimi mesi? Oltre alla maturità, "ho lavorato in campo per sentirmi nel miglior modo possibile. Prima non mi piaceva allenarmi né soffrire in campo.

Ora vado ad allenarmi sempre bene e sono diventato un lavoratore del tennis che non pensa al futuro e si concentra settimana per settimana. È un buon modo per viver il circuito, mi godrò questo titolo perché è la conferma che ho fatto le cose più che bene"

Schwartzman ha elogiato la prova del suo avversario: "Marco ha giocato una grande partita, non mi ha lasciato fare nulla e ha meritato la vittoria. Spero di vincere un giorno questo torneo"