Zimonjic, la fine può attendere: il serbo torna dopo l'operazione all'anca


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Zimonjic, la fine può attendere: il serbo torna dopo l'operazione all'anca

Il ritorno di Nenad Zimonjic alle competizioni, avvenuto questa settimana a Sofia, ha dell’incredibile. Il 42enne serbo si era infatti sottoposto, l’8 giugno scorso, ad una delicatissima operazione all’anca, che si pensava potesse aver messo fine alla sua lunghissima carriera da professionista.

Sapevo di aver giocato forse l’ultimo match della mia carriera” ha rivelato Zimonjic ad ATPTour.com. “Non c’erano garanzie sul fatto che sarei tornato a giocare. Era un rischio, ma negli ultimi tre-quattro anni ho dovuto convivere con il dolore.

Non ho avuto scelta. Ho fatto le mie ricerche e mi sono consultato con i miei dottori”. L’inizio dei guai del serbo risale addirittura a più di 10 anni fa. “A Wimbledon 2008, ho avvertito un forte dolore all’inguine dopo un match con Daniel Nestor” ha ricordato Zimonjic.

Dopo degli accertamenti, mi dissero che avevo un grosso problema all’anca destra. Già a quel tempo c’era meno del 50% di cartilagine. Ma decisi di aspettare e di non andare subito sotto i ferri. Tutti però erano d’accordo sul fatto che prima o poi mi sarei dovuto sottoporre ad un intervento di ricostruzione totale dell’anca.

Gli ultimi tre-quattro anni sono stati estremamente complicati e sono arrivato alla conclusione che dovevo operarmi”. “Poco prima dell’operazione, mi chiesero quando sarei tornato a competere” ha proseguito l’ex numero 1 del mondo in doppio.

Rimasi molto sorpreso, perchè pensavo che avrei solo praticato sport solo a livello amatoriale, il mio unico obiettivo era vivere senza il dolore. Ma loro mi dissero che, se tutto fosse andato bene, allora sarei potuto tornare a giocare.

Di sicuro mi ha dato una speranza, una piccola luce alla fine del tunnel. Dopo l’operazione, ho ricominciato tutto da capo. Come camminare e tutto il resto. Una volta ricevuta l’autorizzazione a giocare, ho cominciato a lavorare con il mio preparatore atletico, Ivan Dimitrijevic, e con il mio coach Marko Nesic.

Ero molto motivato e mi sono goduto il processo di guarigione. È stato un lungo, lungo viaggio. Sarà difficile ora giocare dopo tanti mesi di inattività, ma sono molto emozionato e mi sento pronto”.

Una vicenda che ricorda anche quella di Bob Bryan e che fa ben sperare anche pensando al caso di Andy Murray. “Spero di poter ispirare anche altri giocatori a continuare a rincorrere i loro sogni, a tornare e a proseguire le loro carriere dopo interventi di tale portata” ha infatti concluso Zimonjic.