Fognini: "Dispiace per Murray". Cecchinato: "Sconfitta che fa male"


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Fognini: "Dispiace per Murray". Cecchinato: "Sconfitta che fa male"

C'era grande attesa per vedere all'opera Fabio Fognini agli Australian Open, contro un avversario tosto come Jaume Munar. Il ligure ha risposto presente, e avanti 7-6 7-6 3-1 ha approfittato del ritiro dello spagnolo.

Fognini ha parlato delle difficoltà che ha avuto durante la partita: "Qualche problema me lo ha creato, potevamo anche essere un set pari dopo oltre due ore, Munar è uno che lotta su ogni palla, serve bene, è giovane e ha tutto per salire nel ranking.

Le condizioni poi qui a Melbourne sono molto difficili: caldo, umido e i campi molto più veloci del passato non mi favoriscono. Negli Slam è importante partire con il piede giusto e quindi sono soddisfatto"

Sulle possibilità di raggiungere la top 10: "Onestamente alla classifica non penso più come in passato, alla mia età non mi sposta molto. Lo scorso anno a New York avevo la possibilità di entrare tra i primi dieci e l'ho sprecata.

Poi in Cina mi sono fatto male alla caviglia e quei tornei potevano darmi un'altra chance. L'obiettivo del 2019 è giocare bene i tornei più importanti. Devo stare sul pezzo, se li gioco bene il ranking verrà da sé.

Ma senza pensarci troppo o mettermi pressione" Infine sul ritiro prossimo di Andy Murray dal tennis: "Ho visto la sua conferenza stampa in cui ha annunciato il ritiro per il problema all'anca il giorno dopo.

Certo spiace, ci conosciamo da quando avevamo 14 anni e abbiamo giocato dei gran match contro, penso alla Davis a Napoli e a Roma dove ho vinto io o alle Olimpiadi di Rio dove mi ha battuto di un soffio. Mi hanno colpito le sue parole, quando ha detto che se di una cosa si pente e di non essersi fermato quando era il caso.

Probabilmente il troppo allenamento lo ha portato a questo punto" Nel femminile buona la prima per Camila Giorgi, vincitrice su Dalila Jakupovic per 6-3 6-0. "E' stato un buon esordio - ha detto la Giorgi a fine gara - sto giocando un tennis solido e sono cresciuta dal punto di vista tattico.

Anche a Sydney pur perdendo contro la Kerber avevo disputato un buon match. Le palline diverse rispetto allo scorso anno? Io onestamente la differenza non la sento. Idoli nel tennis? Ne ho uno ma in un altro sport, la boxe. Mi piaceva tanto Oscar De La Hoya" Era andato a Melbourne con tante aspettative Marco Cecchinato, per la prima volta testa di serie agli Australian Open.

La sua avventura si è conclusa subito al primo turno contro Filip Krajinovic, capace di rimontare due set di svantaggio. 46 06 61 76 (8) 64 il punteggio finale. "Ho giocato due set benissimo, poi ho avuto un calo mentale nel terzo.

Ero partito bene nel quarto andando subito avanti di un break e mi sono incartato. Sono molto dispiaciuto - ha ammesso Cecchinato - perché avrei avuto anche un buon secondo turno e dopo la semifinale di inizio stagione a Doha ci sarebbe stata la possibilità di raccogliere ancora punti per il ranking sul cemento, superficie sulla quale sono molto migliorato.

Invece sono qui a parlare di una sconfitta che fa male, difficile da digerire. Ma nella mia carriera ho avuto altri momenti negativi e ho saputo superarli con il carattere. Sarà così anche questa volta". Luca Vanni si è arreso a Pablo Carreno Busta anch'esso in cinque set, 6-7 (5) 6-2 3-6 5-7 6-4.

"Era la seconda volta che giocavo un match al quinto set - ha detto l'aretino -. Lo avevo fatto a Wimbledon nel turno decisivo delle qualificazioni e avevo perso dopo aver avuto match point a favore. Ho perso per dei dettagli e la colpa è mia.

Lui 170 punti, io 161, la differenza è stata minima. Certo dal terzo set il mio avversario è salito di livello: 70% di prime nel terzo, 88 nel quarto, 78% nel quinto. Era più difficile rispondere. Onestamente il suo servizio mi ha sorpreso, non tanto per la potenza, nel circuito ormai tutti vanno sui 200 orari, ma per la qualità degli angoli che trovava"