Patricio Apey è l'uomo che ha portato al successo Alexander Zverev


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Patricio Apey è l'uomo che ha portato al successo Alexander Zverev

Patricio Apey ha incontrato Alexander Zverev sei anni fa e oggi rappresenta la giovane promessa tedesca gestendo tutti i dettagli della sua carriera. Zverev ha vinto lo scorso novembre le ATP Finals battendo di fila, senza perdere un set, due mostri sacri del tennis: Roger Federer e Novak Djokovic.

Il cileno è considerato uno degli uomini più influenti nel mondo del tennis, anche se non è così noto nella sua patria. “Zverev è stato il primo giocatore per il quale ho deciso di investire denaro, il primo per il quale ho firmato senza vederlo giocare” , ha raccontato Apey.

“L’ho guardato quando aveva 15 anni ed era già molto alto, quindi ho pensato: ‘Se il tennis non funziona, lo porto a fare il modello’ . Sascha è in prima linea rispetto agli altri giovani tennisti, sarà lì quando i più grandi giocatori abbasseranno il livello.

Anche se Roger ha vinto tre Slam da quando è tornato, Rafael Nadal nonostante gli infortuni continua a vincere e Novak è il numero uno del mondo”. Apey ha guidato anche giocatori come Guillermo Coria, Fernando González e Andy Murray, ed oggi rappresenta anche Stefanos Tsitsipas.

Non è grazie a me che hanno avuto successo. Sono stato fortunato a lavorare con giocatori fantastici”. Oggi, ci sono due cileni nella top 100: Nicolas Jarry e Christian Garin. “Non conosco Jarry. L’ho visto giocare, è molto professionale ed ha una buona squadra.

Penso che continuerà a fare sempre meglio. Garin lo conosco da tempo. Ha battuto Zverev nella finale del Roland Garros junior. Nulla accade per caso secondo me, quindi sono fiducioso per la sua crescita. I giocatori di tennis sono come il vino.

Ogni anno c’è vino, ma solo in alcune annate nasce un vino favoloso. Negli anni ‘80 sono stati buoni, ricordo Djokovic, Del Potro, Cilic e Murray. La generazione che li ha seguiti non è stata tanto efficace, penso a Raonic e Nishikori.

Ora, il vino prodotto nelle annate del ‘96, ‘97 e ‘98 è fantastico”.