Nadia Comaneci: "Sono orgogliosa di cosa sta facendo Halep"


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Nadia Comaneci: "Sono orgogliosa di cosa sta facendo Halep"

Chi era a Parigi lo scorso giugno ha potuto toccare con mano il calore del tifo rumeno, tutto schierato ovviamente per la beniamina Simona Halep che, battendo Sloane Stephens in finale, ha rotto finalmente il digiuno Slam.

Tra questi, c’era una tifosa molto particolare, ovverosia Nadia Comaneci, ex ginnasta e icona dello sport rumeno. Comaneci fu la prima ginnasta ad aver ottenuto il massimo punteggio – un 10 – in una competizione olimpica.

«Ogni volta che i miei impegni me lo consentono, provo a sgattaiolare via un paio di giorni per andare a vedere Simona – dice Comaneci - Quest'anno ho voluto essere a Parigi. Ogni rumeno del pianeta voleva essere lì per vedere Simona vincere quel titolo che desiderava da molto tempo».

Una decisione istantanea e impulsiva, presa da Comaneci solo qualche giorno prima della finale parigina: «Quest'anno ho visto la sua vittoria in semifinale in TV, e ho detto a mio marito Bart [Conner]: "Devo andare perché penso che stavolta vincerà". Il volo dall'Oklahoma era in ritardo, naturalmente, e dovevo andare direttamente allo stadio. Ho assistito a quello che volevo: il suo primo titolo. C'era anche Gheorghe Hagi – il miglior calciatore nella storia della Romania - andammo in un ristorante e sbocciammo una bottglia champagne con la sua famiglia e qualche amico», racconta l’ex ginnasta.

Una vittoria, quella di Halep, che diventa simbolo e insegnamento per i più piccoli: «La sua vittoria è un ottimo insegnamento per i bambini rumeni perché fa capire loro che non devono nascere in un altro Paese per essere i migliori. Chiunque può farlo se lavora sodo. È positivo il fatto che lo abbia fatto Simona che è ancora in attività. Il resto di noi appartiene al passato. La giovane generazione sa chi siamo grazie ai racconti dei loro genitori e ai video su YouTube, ma quando vedono un atleta attuale che è il numero 1, questo li spinge a prendere una racchetta e chiedersi: "Perché non io?"».

Comaneci conclude l’intervista per ESPN dicendo: «Sono davvero orgoglioso di ciò che Simona ha fatto. Per lei, per il Paese, per aver riportato la Romania sulla mappa del tennis e perché molti bambini oggi prendono una racchetta in mano e palleggiano contro il muro».