Tennista, coach e direttore di un 1000: ecco le tre facce del nuovo Haas


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Tennista, coach e direttore di un 1000: ecco le tre facce del nuovo Haas

Tommy Haas è sempre più protagonista dell’ATP Champions Tour, il circuito maschile dedicato agli ex tennisti professionisti. Il tedesco ha infatti vinto il suo primo titolo nel tour a Maiorca, trionfando poche settimane fa alla Legends Cup, e si prepara adesso al grande appuntamento di fine anno a Londra: il Champions Tennis alla Royal Albert Hall, il corrispettivo delle ATP Finals, a cui Haas parteciperà per la prima volta.

Sono molto emozionato” ha rivelato l’ex-numero 2 del mondo. “Ho sentito molte cose sull’evento e ovviamente sulla Royal Albert Hall. A vedere le foto, sembra fantastico… Non vedo davvero l’ora di andarci e di giocare al massimo livello possibile”.

In questa nuova avventura, Haas è circondato da avversari che sono i colleghi e amici di una vita. “Giocherò la prima sfida contro Xavier Malisse. Conosco Xavier da molti, molti anni” ha rivelato il tedesco.

È sempre bello vedere volti familiari. Che siano Juan Carlos Ferrero, Mark Philippoussis, Goran Ivanisevic, John McEnroe, con cui mi alleno qualche volta a Malibu, in California. Abbiamo la possibilità di giocare davanti a persone che apprezzano il nostro gioco e ci apprezzano, ci supportano venendo a questi eventi.

È un’esperienza grandiosa per noi, e mi diverto molto”. Haas ha anche speso parole di elogio verso McEnroe. “Se considero qualcuno che ovviamente ammiro come John McEnroe, lui ha 59 anni, ma è di gran lunga il miglior giocatore della sua età al mondo.

È ancora là fuori a competere, sempre con la voglia di giocare. E la cosa divertente è che sarà sempre lo stesso anche per me. Finchè il mio corpo mi consentirà di essere attivo, di certo cercherò di giocare a tennis il più possibile.

Non c’è davvero niente che mi diverta di più”. Da quest’anno, Haas sarà anche Direttore del Masters 1000 di Indian Wells. “È assolutamente fantastico” ha detto in merito il teutonico.

Hai modo di vedere le cose da un’altra prospettiva. Quando sei un giocatore, prendi le decisioni per te, sei il tuo boss e tendi a pensare solo a te stesso: tutto si riduce a ciò di cui hai bisogno o voglia.

Ora all’improvviso diventa importante quello che i giocatori vogliono e quello che posso fare per assicurarmi che si sentano meglio. Diventano importanti i tifosi, gli sponsor. Non pensi più a te stesso. Non è più una cosa che riguarda soltanto me, ma tutti gli altri; c’è un lavoro di squadra dietro, e lo adoro.

Abbiamo un team fantastico di persone, e ovviamente c’è il nostro capo, il signor Larry Ellison, che è una grande persona che trasmette la sua passione a tutti quelli che lavorano con lui e completano la sua visione di questo evento - è fantastico farne parte”.

Come se non bastasse, Haas segue saltuariamente anche Lucas Pouille nelle vesti di coach. “Non pensavo che sarei approdato al coaching tanto rapidamente” ha ammesso il tedesco, “ma quando qualcuno ti chiede un consiglio, cerchi di fare il massimo possibile.

Uno dei miei lavori più importanti è comunque quello di padre di due fantastiche bambine, perciò non voglio stare lontano troppo a lungo. Non posso dedicarmi a queste cose full time. Ma nel mentre cerco di dare il massimo per motivare ed ispirare Lucas”.