Anderson: "La maratona con Isner mi è costata quattro unghie dei piedi"


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Anderson: "La maratona con Isner mi è costata quattro unghie dei piedi"

Con il 24-22 inferto a John Isner nella semifinale di Wimbledon, dopo 6 ore e 35 minuti di battaglia, Kevin Anderson ha raggiunto il più prestigioso risultato della sua carriera. La maratona ha lasciato non poche scorie al sudafricano, che in finale ha poi ceduto nettamente in tre set a Novak Djokovic.

Adesso, a quattro mesi da quel giorno, Anderson è tornato a Londra, dove partecipa per la prima volta in carriera alle Atp Finals, e ha raccontato i postumi dell’epica sfida con Isner. “Intorno alle 3:30 del mattino mi sono svegliato e mi è sembrato che i miei piedi andassero a fuoco” ha raccontato il sudafricano.

Non riuscivo a sfiorarli neanche con le lenzuola. Il mio fisioterapista dormiva in una stanza al piano di sotto e mia moglie è dovuta andare a svegliarlo. Mi ha fatto un trattamento per ridare pressione e far circolare il sangue, il che mi ha dato un po’ di sollievo.

Non sono riuscito a dormire più di quattro ore quel venerdì notte, per la combinazione di adrenalina e dolore”. “Immediatamente dopo il match ero molto emozionato, visto che avevo raggiunto la mia prima finale a Wimbledon” ha proseguito Anderson.

Mia madre era lì, e ho telefonato a mio padre. Poi ho svolto le operazioni di routine: doccia fredda, stretching, bagno di ghiaccio, un po’ di cibo e poi conferenza. Tutto questo in circa due ore e mezzo, perciò non mancava troppo a mezzanotte quando sono tornato a casa, dove ho svolto un altro trattamento.

È qui che tutto è diventato complicato, perchè le emozioni post match si erano un po’ smorzate e le dita dei piedi mi facevano male, i piedi mi facevano molto male e tutto il mio apparato digerente era ko.

Non ero malato ma non mi sentivo bene e facevo fatica a dormire. Sabato mi sono allenato per dieci minuti al massimo. Avevo appena finito un match durissimo e mi chiedevo se sarei riuscito a giocarne un altro.

Volevo trovare un modo per tornare in forma ma non riuscivo a non chiedermi come avrei fatto a giocare in quelle condizioni. Ho mangiato a casa la sera e poi sono riuscito a dormire per otto ore”.

E poi, finalmente, ecco la domenica. “Avevo ancora un po' di adrenalina in circolo domenica mattina e non mi sentivo così male” ha detto il sudafricano. “Ho svolto una regolare sessione di allenamento e poi abbiamo giocato.

Penso di aver perso alla fine quattro unghie dei piedi in tutto, inclusa una un paio di mesi dopo dovuta però a quella battaglia”.