Elena Pero: "Federer in declino? Lo si è detto tante volte, siamo prudenti"


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Elena Pero: "Federer in declino? Lo si è detto tante volte, siamo prudenti"

Nei 12 tornei che da anni Sky Sport trasmette (i nove Masters 1000, Wimbledon, le ATP Finals, Wimbledon e la tre giorni di Abu Dhabi a Capodanno), Elena Pero si conferma assiduamente la prima voce del canale di Murdoch per il tennis.

Già considerata una "veterana" da Rino Tommasi alla fine della finale di Wimbledon 2008, la Pero è spesso in coppia con Paolo Bertolucci, formando un duo super. In un'intervista a Tennis World Italia ha confidato cosa si "nasconde" dietro il suo meraviglioso ma anche complesso lavoro.

Come è cambiato il modo di fare telecronaca? Oggi è più difficile prepararsi perché a differenza di ieri non ci si può permettere errori? Tutti possono controllare servendosi di un telefono o computer.

"Sotto questo profilo è cambiato tantissimo - ha riconosciuto la Pero -. In meglio perché sono aumentate enormemente le fonti, una volta che uno ha individuato le fonti affidabili e quali no, ma siccome sono disponibili per tutti diventa fondamentale la possibilità di cercarle tutte e ci vuole un sacco di tempo.

Quindi è diventato più facile e più difficile". Essendo una telecronista così popolare, ricevi tanti elogi ma anche critiche. Lo scorso anno sd esempio Fabio Fognini si è lamentato su Instagram durante Wimbledon.

Un po' come Caressa, preferisci non comparire sui social network. Come convivi con tutto questo? "Non credo di dare molta importanza. Sui social network ci sono ma in maniera passiva, sono io a cercare le cose ma non mi piace espormi anche perché poi immagino che scrivendo qualcosa chi risponde ha diritto ad avere una replica o attenzione.

Le critiche? Tutti hanno diritto di esprimere le proprie opinioni. Basta che si rimanga in un ambito di conversazione civile va bene tutto. Basta non farsi coinvolgere". Nel 2013 ha fatto il suo esordio a Sky Ivan Ljubicic.

Due anni dopo è diventato allenatore di Roger Federer, te lo aspettavi? Tra l'altro è un tipo molto particolare visto che non rilascia interviste. Puoi dirmi qualcosa che il pubblico non sa sulla loro collaborazione? "Diciamo che neanche Luthi, che è l'altro allenatore di Federer, rilascia mai interviste.

Se le rilascia, lo fa come capitano di Davis. Non credo sia compito degli allenatori rilasciare interviste. Ivan è una persona estremamente intelligente, bravissima, con una lucidità incredibile, fra l'altro in tantissime lingue.

È una persona eccezionale e non mi stupisce che Federer lo abbia scelto come allenatore. Un po' ci è dispiaciuto ma d'altra parte, ubi maior, ci siamo dovuti rassegnare". Quanto potranno lavorare ancora insieme? Federer nel corso della sua carriera di solito ha cambiato il secondo allenatore ogni 3 anni...

"Non so che tipo di contratto ci sia tra di loro che sono estremamente amici, quindi non credo sia una cosa legata soltanto agli affari, al lavoro. Non ho la minima idea di quanto questa collaborazione durerà anche perché nessuno ha la minima idea di quanto continuerà a giocare Federer". Di cosa ti occupi a Sky nelle settimane in cui non commenti partite? "Come si diceva all'inizio, bisogna rimanere sempre aggiornati e ci sono gli impegni legati al telegiornale.

Ci si aggiorna e si lavora per Sky Sport 24". Cosa consigli a un giovane che spera di avere una carriera da giornalista di buon livello? Tu per esempio già ai tempi dell'università eri in contatto con Rino Tommasi...

"Nel mio caso sì. La conoscenza della propria materia è molto importante perché è quella che ti fa fare il primo passo. E poi bisogna avere fortuna perché senza di quella oggi come oggi è molto difficile nel senso che non c'è tanto spazio purtroppo come poteva essere prima e quindi è più difficile trovare posto.

Il consiglio è di seguire la propria passione che è quella che ti spinge ad osare, a farti avanti, a farti vedere. Bisogna avere un approccio serio, non andare in onda senza sapere le cose, non andare in onda pensando di essere al bar e dire tutto quello che passa per la testa.

Quello vuol dire essere giornalisti". Parliamo infine degli US Open. Chi può battere questo Djokovic? Forse solo il miglior Nadal? "Dipende dalla superficie su cui si gioca. Il miglior Nadal può battere questo Djokovic sulla terra battuta ma sulle altre superfici sembrerebbe abbastanza difficile.

Poi ci sono ancora un paio di mesi di tornei e tutto sta a vedere. Djokovic sicuramente arriva più sano, riposato e arrabbiato degli altri. Adesso Nadal ha di nuovo problemi al fisico. Vediamo cosa decide di fare Federer, tutto quello che funzionava l'anno scorso quest'anno ha funzionato un pochino meno.

Bisogna essere molto molto su per battere il Djokovic di oggi". Hai citato Federer. La serie di sconfitte iniziata ad Indian Wells può rappresentare l'inizio del declino? "Chi lo sa. Questo è un discorso che abbiamo fatto un sacco di volte e poi il declino si è sempre trasformato in una nuova ascesa.

Meglio essere prudenti. C'è anche da dire che ha 37 anni, quindi è molto difficile gestire la quotidianità. Deve selezionare e nella selezione non è detto che 'imbrocchi' quello che in teoria aveva preparato.

Secondo me il declino di Federer lo decide Federer. Se perderà la voglia di allenarsi che ha quotidianamente anche adesso allora sarà lui a decidere". .