Mark Petchey: "Federer, Nadal, Djokovic dovrebbero essere celebrati di più"


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Mark Petchey: "Federer, Nadal, Djokovic dovrebbero essere celebrati di più"

I numerosi infortuni che hanno colpito i top players negli ultimi due anni hanno spinto gli esperti a porsi alcune domande in merito alla diversa longevità dei giocatori odierni rispetto ai grandi campioni del passato.

“In realtà si sta giocando più a lungo rispetto a prima: era quasi inevitabile che i giocatori iniziassero a farsi male”, ha affermato Mark Petchey ai microfoni di Sky Sports News. “Ci sono i Fab Four (Federer, Nadal, Djokovic e Murray) che ora hanno tutti superato i trent’anni, quindi non è sorprendente.

Il fatto che abbiano quest’età significa che le modifiche apportate dal tour hanno funzionato, visto che hanno contribuito a preservare i giocatori più a lungo rispetto agli anni passati. In precedenza, le finali dei Masters 1000 si disputavano al meglio dei cinque set, e i giocatori disputavano molti più doppi perché ne avevano bisogno per guadagnare soldi”.

La recente vittoria a Toronto ha permesso a Rafael Nadal di agguantare l’80° titolo in carriera, il 33° in un 1000. “La maggior parte degli addetti ai lavori avevano dato Rafa per finito ben prima dei 30 anni.

Invece è ancora là fuori e probabilmente chiuderà la stagione al numero uno, quindi credo che le persone debbano rivedere la loro prospettiva quando giudicano la carriera di questi giocatori. Lo stesso vale per Federer”, ha spiegato Petchey.

Non poteva mancare un commento sul rientro del connazionale Andy Murray: “Aveva bisogno di tornare. Quando lo guardo giocare, sembra che sia in grado di stare sul campo e che abbia necessità di giocare partite dopo aver trascorso davvero molto tempo ad allenarsi duramente.

Si sapeva che il ritorno sarebbe stato complicato, e che avrebbe dovuto fare i conti con qualche incidente di percorso. D’altronde, recuperare da un infortunio all’anca è stata una sfida storicamente ostica per chiunque.

Dobbiamo solo accettare che ci vorrà un bel po’ di tempo per Andy prima di tornare al suo livello. Penso che dovrà fare qualche adattamento dal punto di vista tecnico al fine di gestire bene quella parte del corpo”.