“I bambini sono vittime silenziose delle nostre follie di uomini” - Agassi


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“I bambini sono vittime silenziose delle nostre follie di uomini” - Agassi

Andre Agassi, ex campione statunitense, è stato intervistato dal Corriere della Sera durante Wimbledon e ha parlato dei sacrifici che hanno fatto i ragazzi per arrivare a giocare in palcoscenici così importanti.

Il giornalista ad inizio intervista gli ha ricordato una frase dello zio Toni, zio e durissimo ‘creatore’ di Rafael Nadal, che diceva che, anche se sono una grande famiglia, non sa se avrebbe fatto passare a suo figlio quello che ha fatto passare a Nadal.

In quel momento l’otto volte campione slam ha cambiato espressione e ha iniziato a parlare con tono malinconico: “E’ pieno di ragazzi che hanno subìto qualcosa di brutale, che hanno fatto rinunce pazzesche per arrivare fin qui.

E che un giorno si chiederanno se davvero ne è valsa la pena. Un dilemma enorme, ma così va lo sport agonistico nel mondo di oggi. Non c’è alternativa, purtroppo. Non puoi avere tutte e due le cose." A questo punto ha provato a dare un consiglio a quel tipo di genitore che sogna di diventare famoso grazie ai figli: “Sta sbagliando.

E poi deve essere consapevole di un semplice fatto: ci saranno delle conseguenze, dei dolori. Per entrambi, ma soprattutto per il suo ragazzo, anche se non saranno immediatamente visibili. Se per successo un padre intende che il figlio deve diventare la persona più dura mai scesa su un campo da tennis o di qualunque altro sport, o che deve diventare il più ricco del mondo, dovrà prendere migliaia di decisioni completamente diverse da quelle di chiunque altro, che finiranno inevitabilmente per stravolgere la sua vita.

L’unico consiglio che posso dare a un genitore è che bisogna scegliere bene la propria idea di successo, e di sceglierla con saggezza. Perché determinerà per sempre tutto quello che viene dopo, e soprattutto la sua relazione con le persone più care, con il sangue del proprio sangue." Agassi ha anche parlato del rapporto con suo padre: “Ho un rapporto di compassione, di comprensione.

Ma solo da una parte. La mia. Sono solo io quello che prova a capire cosa è stata la vicenda umana e disumana tra noi due. Per lui è tutto uguale. Non ha mai cambiato idea, non ha mai accettato il mio dolore. Ha 89 anni, sta perdendo qualche colpo, ci vede un po’ di meno, ha meno pazienza.

I buoni momenti che abbiamo avuto vengono esclusivamente dalla mia scelta di compassione nei suoi confronti. Quel che io sono diventato, il mio successo, per lui giustifica la sua vita. Non conta nient’altro. È ancora convinto di essere nel giusto." Ma come mai in ogni disciplina, tennis, calcio ecc i genitori cercano sempre di spingere i ragazzi all’estremo? Andre ha provato a dire la sua opinione: “Non voglio fare il filosofo, in fondo nella vita non ho fatto altro che giocare a tennis.

Se vuole la mia opinione, ecco, credo che sia l’evoluzione della condizione umana. Dico davvero. Guardi al degrado dei rapporti tra le nazioni, a cominciare dalla mia. Guardi a certe persone, gente normale, che talvolta sono sempre più dominati dalla bramosia di potere, dall’avidità e da tutte le peggiori tentazioni che influenzano molta più gente di quanto dovrebbero.

Non viviamo in una bella epoca. Invece di progredire, stiamo regredendo»… E in tutto questo, i bambini? «Sono gli unici che non hanno una voce. Sono vittime silenziose delle nostre follie di uomini. Nessuno chiede loro un parere, anche perché vengono schiacciati dalle figure degli adulti.

Dovremmo pensare solo alla loro felicità, non alla nostra. Ma non succede quasi mai.” .