Roger Federer: "Non sono perfetto! Spero di giocare il Roland Garros"



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Roger Federer: "Non sono perfetto! Spero di giocare il Roland Garros"

Per vedere Roger Federer vincere tre titoli Slam nel corso di 12 mesi come ha fatto dal gennaio 2017 al gennaio 2018 bisogna tornare indietro nel tempo di 9 anni quando tra il 2009 e il 2010 conquistò anche lì tre Slam. Da quando ha superato i 30 anni, dati alla mano, i suoi successi sono diminuiti. Ma è stato proprio lì che il supporto dei tifosi è aumentato vertiginosamente. "Forse i momenti difficili dal 2010 o 2011 sono arrivati quando non ho vinto tanto - ha ammesso Federer in una recente intervista all'edizione australiana di Fox Sports -. La gente mi ha visto faticare un po' di più e hanno pensato che fossi più umano e da lì la mia popolarità è salita ancor di più, fino all'infortunio 2016 e il successivo ritorno".

C'è stato poi spazio per parlare di altri argomenti. Vedere tre giocatori - lo stesso Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic - conquistare insieme 48 titoli Slam nel corso di 15 anni sarà qualcosa di probabilmente irripetibile. E lo sa bene Federer ha sottolineato come la giovane generazione formata da Grigor Dimitrov, Dominic Thiem o Alexander Zverev abbia le capacità per vincere uno Slam, ma non per fare la storia del tennis. difficile vedere un giocatore ora arrivare a 10 Slam - ha ammesso Federer -. È molto più facile dire che probabilmente tanti giocatori vinceranno 1-2 Slam ma vincerne 10 è qualcosa che non puoi pronosticare, nemmeno con me al tempo che fu".

"Forse per Rafa (Nadal) al Roland Garros si diceva di sì, che ne avrebbe vinti molti. Nel caso in cui come me e Novak improvvisamente vai di slancio e non guardi indietro, poi qualche anno dopo ci pensi e hai 8 o 10 Slam. È qualcosa di folle. La fiducia e l'entusiasmo sono delle grandi cose. Quando sblocchi il tuo gioco attraverso il successo o un coach che ti dà l'ingrediente che ti manca, le cose possono cambiare".

Tuttavia, il tennis rimarrà in buone mani, anche dopo il ritiro dei giocatori over 30 sopra menzionati, secondo il 36enne di Basilea: "Il gioco del tennis ha sempre un modo per produrre campioni e il futuro non mi ha mai preoccupato. Qualcuno seguirà le nostre orme e sarà un campione. Siamo come un'ombra, e chiaramente non permettiamo (ai giovani) di esplodere completamente, ma quando ci ritireremo, sarà molto eccitante".

"Io perfetto? Assolutamente no. Quando sei un marito e un padre, non fai tutto perfetto. È una battaglia giornaliera, e stare sempre calmo è quasi impossibile. Ma cerco di essere il miglior padre, marito e tennista possibile. Faccio un milione di errori e cerco di imparare".

Sul perchè il suo rapporto con Nadal sia così speciale: "Siamo buoni amici fuori dal campo perchè abbiamo condiviso momenti speciali come i match benefici per le nostre fondazioni. L'ho aiutato a inaugurare la sua accademia e ovviamente ci sono tutte le partite giocate contro che ci legano. Quando perdi contro un giocatore al quinto set o lo batti al quinto, c'è qualcosa di speciale. Ci piace stare in compagnia e anche i tifosi lo sanno".

Federer, che ha sottolineato come la sua programmazione leggera oggigiorno lo tenga affamato e motivato, ha avuto qualche problema fisici negli ultimi anni, e ha consigliato ad Andy Murray di non avere fretta a tornare dopo l'operazione all'anca avuta a gennaio. "Ciò che ho imparato è essere paziente quando sei infortunato e tornare quando sei al 100%, non al 92%. Ho capito che è meglio aspettare. Se sei infortunato o fai fatica in un torneo e nessuno lo sa ok, ma se la gente sa che hai un problema è meglio allenarsi duramente e tornare al massimo".

Fare ciò che sente dentro di sé è la priorità: "Sono stato fuori 6 mesi, senza preoccuparmi se al mio ritorno sarei stato un altro giocatore o chissà quante posizioni avrei perso nel rankingC’è qualche problema? Gli sponsor si lamentano, addio ai premi? Non mi interessa il denaro, dopo 20 anni di carriera. Voglio giocare per divertirmi, per divertire. E continuerò a farlo fino a quando mia moglie, i miei bambini, saranno d’accordo. Perché la cosa più importante è la loro – la nostra – felicità".

Infine sulla stagione su terra rossa: "Non lo so, deciderò ad aprile dopo Indian Wells (7-18 marzo). Vedrò come gioco e come mi sento. È più che una decisione, è la decisione dell'anno. È un cambiamento di superficie e se lo faccio, è perché ne sarò convinto. Per il momento mi concentro sul cemento ma onestamente spero di giocare (il Roland Garros)".