Grigor Dimitrov: "Avere aspettative sempre più alte può essere pericoloso"


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Grigor Dimitrov: "Avere aspettative sempre più alte può essere pericoloso"

L'ATP 500 di Rotterdam è uno dei tornei più speciali nella carriera di Grigor Dimitrov. Nel 2009, ad appena 17 anni, il bulgaro ricevette una wild card dal direttore del torneo Richard Krajicek, onorandola al meglio con la vittoria su Tomas Berdych e la sconfitta soltanto in tre set contro Rafael Nadal. Dopo un appagante 2017 - che lo ha visto vincere il primo Master 1000 in carriera a Cincinnati, le ATP Finals e il conseguimento del best ranking alla terza posizione mondiale - le sue motivazioni non sono per nulla cambiate: "Voglio sempre fare di più - ha detto Dimitrov domenica in conferenza stampa -. Mi aspetto sempre di più da me stesso, ma ciò può anche essere pericoloso".

"Al di là della tua posizione in classifica, il rispetto per il gioco non lo perdi mai. Ho imparato che negli anni ci saranno sempre alti e bassi, ma è importante mantenere un certo livello. I giovani sono affamati e la pressione sui più grandi aumenta, ma ciò che mi spinge a giocare è proprio l'amore per il gioco e la volontà di dimostrare a me stesso che posso fare meglio ogni giorno".

Inevitabile parlare delle sue condizioni fisiche dopo il forfait a Sofia per problemi alla spalla, che "sta tenendo bene e lentamente sto iniziando a servire più veloce. Non smetto mai di lavorare. Anche se un giorno non mi alleno, vado in palestra o in montagna. Sto maturando fisicamente e posso sostenere il duro lavoro. Impegnandomi sempre di più, i risultati arriveranno".

Quindi una panoramica finale sui suoi obiettivi per il 2018: "Voglio migliorare nei tornei in cui non ho fatto bene nel 2017, per esempio gli Slam. Lo scorso anno sono stato più costante e ho giocato bene nei big match, vincendo anche partite equilibrate".