Novak Djokovic: "Io descritto come un affamato che chiede più soldi"

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Novak Djokovic: "Io descritto come un affamato che chiede più soldi"

La conferenza stampa di Novak Djokovic post match contro Donald Young, battuto facilmente per tre set a zero, era particolarmente attesa non solo perché si trattava della prima apparizione ufficiale su un campo da tennis da sei mesi, ma soprattutto per il grande polverone degli ultimi giorni riguardante una presunta presa di posizione da parte di Novak Djokovic in una riunione annuale obbligatoria organizzata dall'ATP e dagli Australian Open che ha visto coinvolti circa 150 giocatori.

Per il giornale britannico Daily Mail, è andata così: il direttore del torneo Craig Tiley ha svelato che da qui ai prossimi 5-10 anni il montepremi totale sarà duplicato: si passerà dagli attuali 55 milioni di dollari australiani a 100 milioni.

Ha poi preso la parola il presidente ATP Chris Kermode, e poi sarebbe intervenuto Djokovic, proponendo di creare una "unione dei giocatori" per far alzare il prize money ai livelli alti, nei tornei più importanti, perché «i nostri guadagni sono minori rispetto a quelli delle star sportive top», avrebbe nella sostanza detto il serbo, che in carriera di soli montepremi ha portato a casa finora 110 milioni di dollari.

L'ex numero uno del mondo avrebbe poi chiamato in causa un avvocato australiano per spiegare come si potrebbe creare un'unione di giocatori che possa rappresentare i loro interessi. Addirittura, si sarebbe parlato di un boicottaggio da parte dei giocatori nella prossima edizione degli Australian Open.

«Le persone sono rimaste scioccate», ha detto al Daily Mail un giocatore presente all'incontro. «Alcuni forse erano già a conoscenza che sarebbe avvenuto ciò». In conferenza stampa è arrivata la versione ufficiale di Djokovic: «Ho visto che alcuni di voi hanno scritto racconti un po' esagerati.

Avete estrapolato dal contesto le cose. Avete fatto un ritratto di me come uno molto affamato, che chiede più soldi e che vuole boicottare. Rispetto la vostra libertà e le vostre decisioni nel fare questo, ma non molto di ciò che è stato scritto è vero.

Noi giocatori volevamo soltanto parlare di certi argomenti. Non penso ci sia niente di sbagliato in questo. Volevamo sfruttare questa opportunità per parlare di determinati aspetti e vedere le reazioni e le opinioni altrui.

Nessuna decisione è stata presa». Quali sono i tuoi pensieri su una eventuale unione? «Ragazzi voi cercate di fare passi in avanti. Parlate di un'unione, di un boicottaggio, di decisioni radicali da prendere e di muoverci in modo da ottenere le ricompense finanziarie che meritiamo.

Ma non abbiamo parlato di questo. Non si ha mai la possibilità di parlare di questo quando ci sono così tante persone. Non ho mai intenzionalmente cacciato fuori qualcuno, e non c'è stato alcun avvocato lì.

Abbiamo fatto tutto in modo educato e normale», ha chiarito Djokovic, che nel 2016 a Indian Wells aveva espresso in conferenza stampa la volontà chiara di vedere il circuito ATP alzare il montepremi nei confronti della WTA, salvo poi fare dietrofront attraverso un comunicato stampa.

Victor Troicki, connazionale e amico di Nole, è stato uno dei tanti giocatori a cui è stato chiesto un commento e riguardo. Proprio Troicki ha offerto gli spunti più dettagliati e concreti: «Non ero alla riunione perché mi trovavo a Sydney, ma ho parlato con Novak.

Al momento niente di confermato, ma considerando i guadagni degli Slam, il modo in cui i giocatori vengono pagati è ridicolo. Il montepremi aumenta, ma gli introiti dei tornei pure. Ci raccontano favole e poi esce fuori che siamo affamati di soldi.

I top 10-20 vivono alla grande, i top 50 molto bene, ma quelli top 200-300 no. Nel tennis una sola persona paga tutto. Novak si impegna a essere più equo. Non lotta da solo. L'unione dei giocatori è una buona idea, solo uniti sapremmo fare qualcosa».

Sul suo ritorno in campo, Djokovic ha detto: «È stato bello tornare a competere. Non sai mai dopo tanto tempo come può andare. Nelle ultime due settimane circa ho trascorso tanto tempo in campo e giocato tanti set di allenamento.

Sentivo di colpire bene la palla e speravo avvenisse lo stesso in partita, anche se è una situazione diversa. Ho iniziato con la giusta intensità e i primi due set sono andati molto bene. Nel terzo, qualche alto e basso, ma in generale è stata una grande preparazione». Prima vittoria addirittura dalla semifinale del Roland Garros per Stan Wawrinka, vincitore contro Ricardas Berankis in quattro set.

«È bello tornare e vincere. È stata dura in tutti gli aspetti del gioco e dell'energia. Ma sono contento di aver lottato in questo modo e di aver vinto. Ho avuto un po' di dolore. Dipende dal modo in cui mi muovo e da come spingo sull'arto.

Tutto sommato sta andando nella direzione giusta. Questa è la notizia migliore. Vedere che il ginocchio sta reggendo e che posso giocare una partita è positivo». Alla domanda se dopo questo infortunio sarà più selettivo nella decisione di quali tornei giocare, Wawrinka ha risposto: «Vedremo.

Non penso cambierò molto. Il piano è l'opposto: giocare un po' di più se il ginocchio regge, visto che non ho giocato per sei mesi. Devo essere molto paziente perché dovrò lavorare molto sul piano fisico e sul campo da tennis, ma rimango positivo». Ed ecco gli highlights delle vittorie di Djokovic e Stan: .