Zverev: "Se sono numero 4 un motivo c'è". Kyrgios: "Sto maturando molto"

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Quando a 16 anni Alexander Zverev batteva Stefan Kozlov nella finale degli Australian Open juniores 2014, in pochi dubitavano che l'attuale 20enne di Amburgo non avrebbe sfondato nel tennis dei "grandi". L'unica sorpresa forse è il modo in cui è continuata la sua crescita. Alla fine del 2015, a 18 anni, Zverev era il giocatore più giovane tra i primi 100 ATP. Nel 2016 è entrato in top 50, nel 2017 la definitiva consacrazione con un best ranking in terza posizione. C'è però ancora un passo fondamentale da compiere per Zverev: arrivare in fondo negli Slam, dove non ha mai battuto un top 50. «Non c'è da preoccuparsi molto - ha rassicurato Zverev -. Molte volte non è dipeso dal fatto che ho giocato male, ma perché gli avversari erano forti. Qui ho perso con Nadal, a Wimbledon contro Raonic. Ogni volta in cinque set».

Alla Hopman Cup su quattro singolari giocati, ne ha vinto appena una. Anche su questo aspetto, Zverev predica calma: «Ho sempre detto che la Hopman Cup è una continuazione della off-season per me. Per tre settimane a dicembre ho lavorato solo sulla parte fisica, e ho ripreso col tennis in Australia (prima di Natale, ndr). E anche lì mi sono allenato molto duramente prima delle partite».

«Era chiaro che non avrei potuto giocare al massimo. Per come sto ora, mi sento molto meglio per iniziare il primo Slam. Diverse volte ho dimostrato nel corso dell'anno di poter giocare alla pari e vincere contro i migliori. Se sono numero 4, c'è un motivo. Ho sempre cercato di migliorare le mie prestazioni negli Slam e spero di riuscici qui». Inizierà il torneo martedì contro il nostro Thomas Fabbiano.

Uno dei giovani da tenere d'occhio sarà senza dubbio Nick Kyrgios, che a Melbourne nel 2015 ha raggiunto i quarti. L'australiano è reduce dal successo a Brisbane che lo ha reso molto soddisfatto: «Ho superato qualche difficoltà in quel torneo, rimontando un paio di volte da un set sotto. Il principale miglioramento è il modo in cui mi sono comportato nelle partite. È questo ciò che mi rende molto felice», ha detto Kyrgios.

Inevitabile una domanda sul 18enne Alex de Minaur, semifinalista a Brisbane e finalista a Sydney. Si tratta di una "esplosione" per De Minaur, un po' come successo a Kyrgios a Wimbledon 2014 quando ha battuto Rafael Nadal agli ottavi. «Nel mio caso è successo tutto molto velocemente. Da lì in poi ho sentito ogni volta tanta pressione, poi Murray mi ha distrutto a Toronto e ciò mi ha riportato coi piedi per terra. Non mi sento vecchio», ha aggiunto Kyrgios, che compirà 23 anni ad aprile.

«So che è il momento di maturare e sento che sto maturando molto. È bello vedere questi giovani. Ricordo le sensazioni che avevo a 19 anni negli Slam, con zero pressione e molto relax. Ora per me c'è pressione ovunque. Si aspettano che vinca tante partite, che sia qui, a Wimbledon o agli US Open. Voglio continuare a progredire in maniera costante. Chiaramente aver vinto a Brisbane, prima di uno Slam, è sempre di aiuto».

Punta ad arrivare in fondo anche Grigor Dimitrov: «In vista di un nuovo torneo e un nuovo anno, ho grandi aspettative da parte mia. Voglio fare il meglio possibile. Mi sto concentrando sul fare bene il mio compito ora», ha detto il bulgaro. Impossibile non parlare della semifinale persa 12 mesi fa qui contro Rafael Nadal: «L'ho rivista qualche giorno fa. Pensavo quasi "come ho fatto a perdere quel match?" Ma sulle palle break non potevo fare nulla di diverso. Ho giocato i colpi giusti e fatte le cose giuste. E lui ha prevalso col suo gioco. Ho imparato tanto da quell'incontro».