Stan Wawrinka: "Essere qui è una vittoria. Non sono al livello desiderato"


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Stan Wawrinka: "Essere qui è una vittoria. Non sono al livello desiderato"

Inizialmente Stan Wawrinka sembrava uno dei giocatori con maggiori possibilità di dare forfait all'Open d'Australia. Lo svizzero - notevolmente ingrassato - non è ancora al top dopo i noti problemi fisici, ma ha confermato che giocherà gli Australian Open, dove all'esordio martedì sarà opposto a Ricardas Berankis.

«Sto meglio - ha assicurato -. È stata molto dura, ma piano piano sto entrando in condizione. Ho scelto di venire qui per una settimana di allenamento proprio all'ultimo minuto, senza sapere se sarei stato in grado o meno di giocare.

Ma è stata la decisione giusta. È stato importante allenarsi più del normale e coi top player. So di non essere al livello desiderato perché è un processo lungo. Ma sono contento per come sta reggendo il ginocchio.

Per me - dice sulle sue chance nel torneo - già essere qui e giocare il primo turno è una grande vittoria. È la cosa migliore che mi potesse accadere dall'operazione. Prima o poi un match va giocato, è un passo da compiere».

Sul forfait al Tie Break Tens: «La cosa complicata quando vieni da un infortunio del genere sono gli alti e i bassi. Mi sono tirato indietro perché non ero pronto per giocare. So che la domanda che tutti si fanno è: "Se non è pronto per giocare un super tiebreak, come fa a giocare un match al meglio dei cinque set? Nel super tiebreak devi essere completamente pronto per i punti brevi». In un'intervista a L'Equipe lo scorso mese, Wawrinka aveva parlato nel dettaglio del problema al ginocchio.

Alla domanda se abbia forzato troppo, ha risposto: «Quando cerchi di essere sempre più in alto possibile, spingi la macchina al limite. Eppure sono stato attento: non ho mai giocato 4 o 5 tornei consecutivi, mi sono sempre dato dei periodi per recuperare.

Ma ho sempre saputo che questo sport, a questo livello, non avesse un effetto positivo per il mio corpo. Sai che ci saranno problemi più in là. Negli ultimi due anni ho spinto troppo, e il motore si è scaldato troppo.

Ma non è solo una questione fisica, anche mentale. La gente ci guarda mentre giochiamo a tennis, ma abbiamo anche una vita fuori da ciò. Sono arrivato a un punto di rottura dove mi sono detto, Non la reggo più». .