Kermode: "Meglio Federer in campo a 36 anni o un calendario che logora?"


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Kermode: "Meglio Federer in campo a 36 anni o un calendario che logora?"

In un'intervista a Sky Sports durante le ATP Finals di Londra, Chris Kermode ha parlato ampiamente dei tanti infortuni che hanno condizionato quest'anno il circuito ATP, cercando di individuare le cause che hanno portato a ciò.

Kermode non ha nascosto i dubbi e le perplessità, ma ha cercato di difendere in modo ragionevole il proorio prodotto. «Penso questo sia l'anno più inusuale che abbiamo mai avuto. Già prima di assumere questa carica, negli ultimi 10 anni, l'obiettivo era costruire un sistema che potesse dare ai giocatori più vecchi delle esenzioni da alcuni Masters Series stabilendo tre diversi criteri.

In questo modo, potevano giocare tre Masters in meno rispetto agli altri. Ciò ha permesso di giocare più a lungo, ed è questo ciò a cui puntavamo, ma ciò che le persone non capiscono è che, con queste esenzioni, i giocatori sono più vecchi e quindi gli infortuni aumentano.

È meglio avere Roger [Federer] in campo a 36 anni pur giocando meno e lavorando sul suo calendario per ridurre il numero di partite, oppure è preferibile avere un sistema dove si gioca più del dovuto e ci si infortuna? Penso che questo sia il primo anno dove così tanti tennisti di alto livello si sono infortunati.

Anche perché complessivamente gli infortuni sono diminuiti del 6%», ha detto Kermode. «Abbiamo una grande equipe medica che osserva tante statistiche. Cos'è che causa gli infortuni - forse il fatto che fin da una giovane età i giocatori non sono stati istruiti abbastanza sugli infortuni all'anca e sullo stretching? È il cambiamento di palle nelle diverse superfici e nei diversi swing? È il cambiamento di superficie? La maggior parte dei giocatori probabilmente dice che è il cambio di superficie a causare tanti infortuni.

Quindi giocare sempre sul cemento magari comporterebbe meno infortuni e non si direbbe che questi campi sono più aggressivi per il corpo. Ma poi ci sarebbero le critiche perché il gioco diventa omogeneo nonostante i diversi tipi di stili di gioco». Kermode ha poi toccato l'argomento Federer, che è un esempio di longevità per la sua programmazione mirata e non troppo intensa.

Il capo del tennis maschile crede che il caso riguardante lo svizzero sia abbastanza singolare: «La strategia adottata da Roger è diversa da quella dei giocatori infortunati. Prendere periodi di riposo, giocare e staccare, questo succede soltanto quando hai 36 anni e raggiungi finali Slam.

E questo riguarda molti pochi giocatori. Gli infortuni sono un discorso diverso, perché in quest'ultimo caso rientrano giocatori che si sono operati». .