Fabio Fognini: "Molte volte non capisco che devo giocare con quello che ho"


by   |  LETTURE 11255
Fabio Fognini: "Molte volte non capisco che devo giocare con quello che ho"

Risate e sorrisi nell'intervista, post "lezione di tennis", tra Fabio Fognini e Diletta Leotta. Protagonista del programma di Sky Sport "Goal Deejay One to One", il tennista ligure si è raccontato attraverso il commento di alcune immagini alla presentatrice televisiva nella settimana in cui Flavia Pennetta lavora come opinionista negli studi di Rogoredo per le ATP Finals di Londra.

Si è partiti dalle "origini" e dalle passioni che Fabio aveva da piccolo, una su tutte il calcio. «Mi piace, è il mio sport preferito - ha raccontato il numero 27 del mondo -. Ero bravino, ma da qui a essere calciatore...

ce ne voleva, parecchio. Dovevo fare pure un provino, poi a 14 anni ho lasciato il calcio per il tennis perché è uno sport individuale, ero io che entravo in campo e mi prendevo le responsabilità». Quando gli chiedono degli obiettivi nel 2018, Fabio non ne indica uno in particolare, ma «ho chiuso la stagione abbastanza bene.

Ho raggiunto un livello di tennis molto alto. Se è tutto collegato nel 2018, riproveremo a tornare in alto». Partirà per l'Australia dopo Capodanno, inizierà la nuova stagione come sempre nella seconda settimana, molto probabilmente a Sydney.

Un tema molto discusso quando si parla di Fognini è la testa, l'incapacità di controllare le emozioni, le aspettative e la tensione sul campo. «È il mio lavoro, e quando sono in campo, voglio farlo al meglio e molte volte non capisco che in determinate situazioni devo giocare con quello che ho.

Se domani ho cinque, devo giocare con cinque e non posso pretendere sette. Questo è quello che mi è sempre costato in tutta la mia carriera, mi ha portato a un livello alto ma non tanto come magari avrei potuto fare.

È il mio limite». Su Roger Federer: «È il re del tennis. Da collega e appassionato, il giorno che smetterà sarà bello e brutto, perché è un'icona non solo del tennis ma in tutto.

Molti dicono "devi imparare da Rafa, devi imparare da Roger", ma come fai? Di Rafa ce n'è uno, di Roger ce n'è uno. È come dire "impara ad andare in moto come Valentino Rossi"». Proprio Federer qualche anno fa ha detto che una delle motivazioni che lo spingevano ad avere una carriera lunga era il fatto che i suoi figli potessero guardarlo e capire chi realmente fosse nel suo lavoro.

Allo stesso modo, Fognini punta a stare nel circuito per ancora altri anni con la motivazione del piccolo Federico, nato a maggio scorso? «Se starò bene fisicamente e avrò voglia, sicuramente.

Se lui giocherà a tennis? Per quanto mi riguarda no, ma molti dicono che essendo figlio mio e di Flavia sicuramente giocherà. L'importante è che faccia ciò che vuole e decida lui».