Stephens: 'Una storia folle, mai creduto di poter vincere questo US Open'



by LUIGI GATTO

Stephens: 'Una storia folle, mai creduto di poter vincere questo US Open'

Il 23 gennaio scorso Sloane Stephens andava sotto i ferri per risolvere un serio problema al piede che le ha impedito di competere da agosto 2016 a giugno 2017, 11 lunghissimi mesi. "Quando ho subito l'operazione, non avrei mai creduto di poter arrivare ad essere anche vicina a vincere il titolo degli Us Open - ha detto la tennista americana dopo la finale vinta contro Madison Keys per 6-3 6-0 - E non pensavo nemmeno di poter essere in top 100.

Ho lavorato duramente per essere qui, in questo torneo ho giocato sciolta pensando match dopo match. E' stata una storia folle". Parlando del processo di riabilitazione, Stephens ha aggiunto: "Non ho potuto poggiare il piede per 16 settimane.

Ho cercato di rimanere positiva il più possibile sapendo che un giorno avrei giocato di nuovo e che le cose sarebbero andate meglio. Ma era questo ciò che speravo, essere di nuovo in campo per giocare. Ho sempre voluto vincere uno Slam, ma potevo immaginare che sarebbe arrivato dopo essere stata fuori per 11 mesi? No.

Ma ho lavorato sodo e ho colto l'opportunità. Ora sarò di nuovo tra le teste di serie, e pensare che ero preoccupata di non poter entrare in tanti tornei a causa della mia classifica. Quindi dovrò rivedere un attimo la programmazione.

E' ancora un sogno questo successo". Quanto è stato difficile trovare la giusta concentrazione senza farsi condizionare dalla pressione? "Io ho cercato soltanto di concentrarmi su me stessa. Ero molto nervosa prima dell'entrata in campo.

Il mio allenatore mi ha detto 'respira profondo e andrà bene' nervosismo o meno, dovevamo giocare. Ho corso palla dopo palla e mi sono sentita bene sin dall'inizio". Secondo indiscrezioni era nervosa la scorsa sera. Il suo coach le ha dato dei vestiti puliti e ha parlato con lei.

L'ha aiutata? "Tutti erano impazziti. Volevano assicurarsi che stessi bene. Ma ho avuto una giornata intera per pensare alla mia prima finale Slam. Sono stata in camera alle prese con le unghie, poi mi sono messa a vedere le revisioni delle macchine su Auto Trader.

Giusto per farvi capire quanto fossi annoiata. Non avevo niente da fare. Non volevo chiamare nessuno, nessun amico". A fine match è andata ad abbracciare sua mamma "che mi ha dato sempre molto sostegno. E' stata al mio fianco per tutto il tempo in tanti momenti negativi.

Sempre con me. Concordare con lei questi ultimi 16 giorni insieme è stato bellissimo". Questa vittoria dà un'ulteriore motivazione per vincere un altro Slam? "Ovviamente. Hai visto l'assegno che mi è stato dato? (Sorride,ndr).

Se questo non ti fa venire voglia di giocare a tennis, non so cos'altro può". Madison Keys si dice "davvero delusa, non ho giocato il mio miglior tennis oggi. Ma se quando ho preso l'aereo per operarmi una seconda volta che avrei avuto tra le mie mani il piatto che riceve la finalista Slam, sarei stata molto felice.

La cosa che più ho imparato è che sono una lottatrice. Oggi non mi sono mossa bene, ero nervosa ma non tolgo nulla a Sloane che ha giocato molto bene". C'è un rapporto speciale tra le due giocatrici: "Ci conosciamo da tanto tempi e ne abbiamo passate così tante che volevamo condividere insieme questo momento speciale.

Non avrei desiderato altra avversaria. Sono contenta per lei e spero di giocare altri finali Slam insieme a lei". Ha detto che non si aspettava un risultato così importante. Potrà giocare sciolta da qui alla fine dell'anno? "Sì.

Non ho ancora pensato a questo, il fatto di essere in aereo per andare in Asia per giocare altro tornei è l'ultima cosa che ho in mente. Le ultime due settimane hanno dimostrato che quando sono rilassata e gioco senza pressione, possono accadere delle belle cose".

Con Serena Williams intenta a tornare a competere agli Australian Open 2018, cosa vede nella sfera di cristallo tra Serena, lei, Vandeweghe, Keys e Venus? 'Avrei bisogno davvero di una sfera di cristallo. Il tennis americano é in un ottimo momento è tante cose accadranno ancora".

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