Roger Federer: 'Un match folle. Dura sconfitta, poco impegno da parte mia'


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Roger Federer: 'Un match folle. Dura sconfitta, poco impegno da parte mia'

Roger Federer è perlesso e scuro in volto dopo la sconfitta contro Evgeny Donskoy per 7-6(5) al tie-break del terzo set. Una partita in cui lo svizzero ha avuto tre match point, tutti nel tie-break del secondo set perso per 9 punti a 7.

"Non so veramente da dove iniziare - ha esordito Roger - Ho avuto le mie chance e avrei dovuto chiudere la partita in qualche modo. Non so come non sia riuscito a sfruttarle, ma lui ha fatto davvero un ottimo lavoro. Certo, sicuramente è una sconfitta che brucia." Alla domanda se la ruggine dell'ultimo mese senza partite ufficiali lo abbia condizionato quando era il momento di capitalizzare i match point o le palle break, Federer ha risposto: "Potrebbe essere qualunque cosa.

E' difficile da dire, perchè avrei potuto vincere in due set e pensare subito al match contro Pouille. Ma ora sto spiegando che non è andata bene. E' una dura sconfitta, avrei sicuramente voluto fare meglio.

E' stato un match folle in cui ho avuto tantissime chance." Per lunghi tratti della partita Federer è sembrato spento, quasi demotivato e privo di energie. Impressioni che sono state confermate dallo stesso tennista svizzero, che ha ammesso di non aver dato tutto quello che aveva: "Forse non mi sono impegnato abbastanza. L'impegno nel tennis gioca un ruolo importante.

Nel primo turno mi sono impegnato, oggi non l'ho fatto per davvero. Ciò ti influenza nell'intera partita. Penso di aver risposto meglio nel primo turno, oggi ho fatto tanta fatica. Non sono riuscito a trovare il timing giusto sulla palla.

Anche a livello di gambe mi sono sentito lento e stanco tutta la giornata. Ho cercato di riscaldarmi bene, fare tutte le cose che faccio sempre, al di là se è un primo turno o una finale. Non ci sono scuse, questo è ancora l'inizio del mio ritorno e devo prendere ciò che c'è di positivo, ossia aver superato l'infortunio (tra l'inguine e la gamba, ndr) avuto agli Australian Open.

Forse non mi ha permesso di allenarmi quanto avrei voluto in Svizzera, ma allo stesso tempo avevo bisogno di riposare. Ma da quel punto di vista non ci sono stati problemi, ero perfettamente pronto." Donskoy questa settimana è seguito da Mikhail Youzhny. Sì, proprio quello che ha battuto ieri.

Infatti il loro coach, Boris Sobkin, non è presente questa settimana a Dubai, ed ecco così che Youzhny ha accettato di prepararlo per questo torneo. "Quando ero numero 200 al mondo, lui diceva a Boris, 'Voglio aiutare questo ragazzo'.

E' un bravo giocatore - ha raccontato Donskoy su Youzhny - Mi diceva di muovere le gambe ad ogni punto. Era questo ciò che avevo in mente quando ero sotto 5-1 nel tie-break del terzo. Mi dicevo 'stai basso con le gambe, perchè se stai alto sbagli." "E' stata dura all'inizio - ha ammesso Donskoy analizzando la partita - C'era tanta pressione perchè affrontavo Roger e non mi ero mai allenato con lui.

E inoltre c'era tanta gente. Sono abituato a giocare nel campo centrale con molte persone, ma con Roger è diverso. Oggi ho sorpreso tutti. Penso che chiunque batta Roger sorprenda se stesso. E' un sogno che diventa realtà, ma non mi piace questa frase perchè vuoi sempre vincere, anche se dall'altra parte della rete c'è Roger."