Nel mondo di Janko Tipsarevic: tra religione, filosofia e tatuaggi



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Nel mondo di Janko Tipsarevic: tra religione, filosofia e tatuaggi

Janko Tipsarevic è un tennista diverso dalla maggior parte dei suoi colleghi. A 32 anni il serbo ha più un aspetto da professore di filosofia: occhiali da sole, tatuaggio sul braccio sinistro e una citazione da un libro di Dostoevskij.

Ex top 10 nel 2011, Tipsarevic ha subito diversi infortuni a partire dal 2013 per un totale di tre operazioni chirurgiche, ma non si è mai arreso. Perché ha deciso di continuare? "Ritirarsi a 29 o 30 anni penso sia troppo presto oggigiorno.

Sono finiti i tempi in cui i tennisti si ritiravano a 30 anni. I giocatori sono più preparati fisicamente e ciò permette di allungare le carriere. Naturalmente c'è un aspetto economico, a tutti piacciono i soldi ma non è per quello - ha detto a 'Saque e Voleio' Tipsarevic, che vanta ben 7 milioni di dollari di montepremi - Ho fatto investimenti in maniera intelligente, e quindi il mio desiderio principale è giocare a tennis."

Qual è la cosa che più gli piace nel tennis? Situazioni in cui ci si trova sotto 30-40? "No, odio quel tipo di situazione! Non penso che ci sia una persona a cui piace, seppur alcuni gestiscano meglio la pressione rispetto ad altri.

Ma durante la partita non ci si gode il momento. Solo dopo, anche quando si perde, puoi apprezzare ciò è successo. Il tennis è uno sport molto intenso in cui hai massimo 25 secondi tra un punto e l'altro.

Il vero piacere lo si prova quando tutto finisce. Lì ci si può rilassare almeno per uno o due giorni." Ha un carattere particolare Janko Tipsarevic. "Sono ateo per natura anche se la mia famiglia è molto religiosa.

Quando leggevo libri riguardanti la religione, tra i 21 e i 23 anni, ero troppo giovane per capire. Lo stesso libro, se lo leggi cinque o dieci anni dopo, ti lascia un'impressione completamente diversa perché vivi esperienze diverse.

L'umanità stessa è in continua evoluzione. Ecco perché mi piace leggere di sociologia moderna, libri di scrittori come Nietzsche o Schopenhauer... si prova sempre dolore, tristezza. E l'unica cosa da fare è avere la speranza di poter godersi un futuro migliore."