Federico Delbonis: 'Dopo la Davis tutti mi vedono come il salvatore del mondo'


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Federico Delbonis: 'Dopo la Davis tutti mi vedono come il salvatore del mondo'

Federico Delbonis è diventato un idolo per l'Argentina intera. È stato lui a dare il punto decisivo al suo Paese per la vittoria in Coppa Davis contro la Croazia, battendo Ivo Karlovic per tre set a zero. Rimarrà per sempre un momento indimenticabile per il tennista 26enne: "Ho visto la finale 10 o 15 volte, forse di più - ha raccontato Delbonis a El Espanol - Sono passati tre secondi da quando ho vinto a quando la squadra mi ha abbracciato.

Nella mia testa era tutto come un film ad alta velocità, pensavo a quando ero piccolo, ai miei primi punti giocati, al mio primo titolo... se mi metto a pensarci ora, faccio fatica a realizzarlo." L'accoglienza ad Azul, la sua città natale, è stato qualcosa di emozionante: "C'erano tantissime persone.

Era un appuntamento a cui non potevo dire di no. Da quando sono entrato in città a quando sono arrivato al comune, sono passate due ore. Due ore per fare cinque chilometri. Durante tutto il percorso c'era gente che si congratulava con me e che intonava il mio nome." Quali pensieri aveva prima della partita da dentro o fuori? "Ero euforico ma consapevole della sfida che avevo di fronte.

Ero contento per la vittoria di Juan Martin, il suo match era quasi perso. Nel terzo set la svolta è arrivata quando ha giocato il tweener. Da lì il capitano ci ha fatto capire che si poteva vincere." Parlando nello specifico di Del Potro, Delbonis ha detto: "Veniva da un infortunio importante, tutti lo sapevamo e tutti lo abbiamo sostenuto.

Era lui il primo a voler vincere la Coppa Davis, il primona soffrire. Del Potro ha fatto un grande sacrificio perché non aveva mai giocato tre giorni di fila (in Davis). Lo ha fatto per sé stesso ma anche per le persone.

A Mar del Plata avevamo perso nel 2008 da favoriti, eravamo tutti pronti a festeggiare quella vittoria." È un successo che cambia la vita? "No. Molte più persone ora mi sostengono, ma la mia vita non cambierà perché ho vinto la Coppa Davis. Continuo a fare le stesse cose di prima. Certo, qualcosa è cambiato, la gente mi vede in maniera diversa, come un eroe, come se gli avessi salvati dalla fine del mondo.

Molte volte non so cosa rispondere. Cosa dico? Gli ringrazio perché mi supportano. Sapevamo perfettamente ciò che la Coppa Davis significava per l'Argentina, dopo tutte le finali perse e con i giocatori di qualità che abbiamo.

Lo avevamo in testa questo pensiero, ma non volevamo prestarci attenzione." La stampa argentina ha messo troppa pressione dopo le quattro finali perse? "C'è un grande giro di cose dietro tutto questo.

A molte persone conviene far polemica, che questa polemica continui. In Argentina si dà molta importanza alle cose. Avessimo perso la finale di Coppa Davis sarebbe stato un fallimento, ora invece siamo degli idoli. Il passaggio ad un estremo all'altro è poco."