Grigor Dimitrov: ´Il paragone con Roger Federer mi ha schiacciato´



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Grigor Dimitrov: ´Il paragone con Roger Federer mi ha schiacciato´

Bella e interessante intervista di Grigor Dimitrov a Sky Sport. Il bulgaro, protagonista della puntata di 'I Signori del Tennis', si racconta a 360 gradi, parlando della questione 'Baby-Federer', passando per il torneo di Wimbledon, la vittoria con Djokovic nel 2013 concludendo parlando del suo talento e del rapporto con Maria Sharapova.

"Credo di essere stato paragonato a lui troppo presto. All'inizio mi faceva piacere, era divertente, poi però è diventato pesante, il paragone mi schiacciava un po' e la gente parlava solo di quello.

In qualche modo mi ha ferito e sono davvero felice che sia tutto finito. Era una situazione non ideale per un junior emergente, che voleva solo dimostrare il suo valore sia come persona che come giocatore. Ora posso riderci su e pensare al futuro".

"Non ho idoli bensì modelli. Io e mio padre eravamo sempre alla tv per guardare Agassi e Sampras. Poi è arrivato Federer e tutto e' cambiato. Mi rivedo un po' in lui per il rovescio a una mano. Ricordo la finale Sampras-Agassi a Wimbledon nel 1998 o '99.

Ricordo che Pete si tuffava a rete in una partita durata quattro o cinque set. Non credo di aver visto più un match del genere" Dimitrov parla del magico torneo di Wimbledon e del successo su Murray lo scorso anno: "L'atmosfera di Wimbledon è unica.

Arrivi al centrale verso mezzogiorno e tutto è così calmo, poi però quando entri in campo per il match senti il calore del pubblico. Una delle cose che preferisco e' proprio il pubblico, che apprezza quando si gioca un tennis di qualità e supporta allo stesso modo chi è in campo.

E questo fa la differenza, soprattutto quando giochi partite importanti. Credo che la vittoria contro Murray sia stata la più importante della mia carriera perchè è avvenuta in un torneo che amo molto. Avevo vinto da junior, in più Andy era campione in carica.

La cosa più bella è che ero rilassato prima del match, sapevo di non aver nulla da perdere". Un altro successo considerevole è stato quello contro Novak Djokovic a Madrid nel 2013: "Contro Djokovic a Madrid giocavamo in notturna, non ricordo molto di quel match, ero giovane e spensierato.

Quando i miei colpi non mi riuscivano ho iniziato ad improvvisare. Non avevo mai vinto un match così importante prima, quindi mi affidavo alle mie sensazioni. In più giocavo contro Novak che era il numero uno. È stata speciale la maniera in cui ho vinto il terzo set, in uno dei match più belli della mia carriera".

"La mia arma migliore? Servo bene, credo che il mio servizio sia una delle mie armi migliori, ma anche il mio rovescio non è male. Non mollo mai, mi piace combattere fino alla fine è questa è uno degli aspetti piu' importanti.

In questo sport conta anche la forma fisica, devi essere sempre pronto a lavorare ma anche a sfruttare i momenti liberi per recuperare. In questo anche il team svolge un ruolo importante. Esistono molte frasi che riassumono il concetto di lavoro.

Io ci credo molto, se ti comporti nel modo giusto, se hai l'approccio adatto verso quello che fai, puoi ottenere grandi risultati sia come giocatore che come persona. Per me tutto questo è molto importante. È fondamentale riconoscere la propria etica di lavoro".

Un talento quello del bulgaro che non si vede i tutti giorni: "Puoi avere talento ma questo non è tutto nel tennis, io ho fatto molti sacrifici per arrivare fin qui" Uno dei problemi negli scorsi anni per il numero 11 del mondo è stato quello dei crampi prematuri: "Non è possibile essere sempre perfetti.

Mi alleno tanto per poter resistere a match che durano anche quattro ore ma a volte non va tutto come vorresti. Mi è capitato di vomitare in campo e non c'è molta perfezione in questo. Fa parte del gioco, bisogna accettarlo senza preoccuparsi molto".

Il giocatore di Haskovo si esprime sul rapporto con Maria Sharapova: "Vincere con una persona che pratica il tuo stesso sport ha i suoi vantaggi. Per esempio sai che i tuoi problemi saranno sempre capiti, e quindi puoi sempre concentrarti sui tuoi obiettivi.

E' così per entrambi, se sei fortunato trovi una buona sintonia". E' possibile avere amici nel circuito? "Ovviamente è possibile, ma di questi tempi c'è molta competizione. Io ho un rapporto amichevole con tutti ma non sul campo, perché in quel caso sia io che il mio avversario vogliamo vincere. Allo stesso tempo il rispetto è molto importante"