Luca Vanni, ragazzo umile ed esemplare: ´Con la finale a Sao Paulo la mia vita non cambia´


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Luca Vanni, ragazzo umile ed esemplare: ´Con la finale a Sao Paulo la mia vita non cambia´

L'eroe della settimana appena trascorsa è sicuramente Luca Vanni. Il tennista di Arezzo, che a inizio 2014 era 833 del mondo, e che, a un anno di distanza da un Future vinto in Italia, ha raggiunto a Sao Paulo la prima finale ATP in carriera, vincendo anche i primi 3 match in assoluto nel circuito maggiore.

"Sabato ho risposto ad almeno 170 messaggi su WhatsApp, ad ognuno personalizzato, così come dopo la finale", racconta Vanni a Gazzetta. "Questo pomeriggio parto per Roma, arrivo a Fiumicino alle 7.45 di domani e poi riparto per Marsiglia, in vista del match contro Bolelli mercoledì.

Ho apprezzato molto i complimenti di Fabio Fognini". Un ragazzo umile, 'Lucone'. "Perchè la vita dovrebbe cambiarmi? Cambia se vinci i milioni al SuperEnalotto.

Con 150 mila euro, non mi compro l'auto nuova, bensì vado avanti con la mia Bravo. Sono diventato uomo due anni fa, quando ho dovuto fare riabilitazione per cinque mesi dopo la terza operazione alle ginocchia (si era già operato ad inizio carriera al menisco e collaterali, e anche al ginocchio sinistro, ndr).

E tornare, non è così semplice come si crede. In pratica ho ripreso solo ad agosto. Se la finale in Brasile sia stata un miracolo? No. L'anno scorso, ho ottenuto buoni risultati nei Futures e nei Challenger, dove ho perso in finale.

Quest'anno mi sono qualificato a Chennai. A Sao Paulo ho battuto giocatori che avevano eliminato gente come Monaco e Verdasco. Non si fa l'exploit con una partita o un torneo. Devo dire di esser stato fortunato a prendere il posto di Lopez in tabellone". Un comportamento da signore quello di Vanni, anche nel match contro Souza, con un pubblico ostile.

"Quella partita l'ho vinta di testa. Non è nel mio stile comportarmi male, anche perchè in tal caso Souza mi avrebbe 'massacrato'. Tragedie come quelle di Federico Luzzi, mi hanno fatto capire che bisogna comportarsi bene con gli altri, anche a scapito di se stessi". Luca ha cominciato tardi la carriera da pro, ossia a 19 anni. "I miei genitori mi hanno lasciato giocare a tennis solo una volta finita la scuola pubblica, non privata".

Uno dei 'segreti' del suo successo. "Ragazzi come Cipolla o Lorenzi, 'sbocciati' tardi, mi dicevano: 'Se ti senti giovane, non ascoltare chi ti dice 'Lascia perdere". Si parla poi dei pochi guadagni nel circuito minore.

"L'anno scorso ho fatto 9 settimane folli, giocando i Futures in Sardegna nel weekend, la Serie A a squadre, e anche la bundesliga in Germania e il campionato a squadre in Francia. Sono soldi che servono per pagare le spese, anche se giocare sempre non è il massimo, specie per me, a causa del mio fisico".A 100 mila dollari di guadagni ci arrivi solo se sei stabilmente nei primi 150 del ranking".

Sulle scommesse. "Chi è colpevole deve essere radiato. Il sistema di questi tornei "minori" è malato dal principio, proprio perciò i tornei stanno alzando i montepremi per evitare match truccati".