2-3 kg in più di massa muscolare per Aga Radwanska, la ricetta del suo coach



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2-3 kg in più di massa muscolare per Aga Radwanska, la ricetta del suo coach

Agnieszka Radwanska è scesa al sesto posto in classifica e i risultati negli Slam sono stati peggiori rispetto alle stagioni precedenti. Ha fatto un passo indietro?
Io non ho questa percezione. La prima parte dell'anno è stata buona, il calo si è verificato solo nella seconda metà della stagione.

Agnieszka ha però giocato per la quarta volta di fila il Master di fine stagione e per il quarto anno consecutivo è tra le top ten. Tra i giocatori di primo livello, sono pochi quelli così stabili come lei.

A cosa è dovuto il calo nella seconda parte della stagione?
La prima metà dell'anno è stata molto positivo: semifinale agli Australian Open, con una vittoria impressionante contro la Azarenka, la finale di Indian Wells, diverse altre vittorie importanti.

Qualcosa si è poi inceppato in prossimità del Roland Garros. Non nascondiamo che la seconda parte dell'anno – con l'eccezione di Montreal e Cincinnati – sia stata al di sotto delle aspettative.

Ci siamo infatti seduti con tutto il team per fare un'analisi ancora più approfondita del solito, cercando di capire cosa fosse accaduto. Non voglio riportare alla stampa le conclusioni che ne sono scaturite. Sicuramente non c'era un solo fattore, ma hanno inciso insieme la preparazione fisica, oltre a problemi mentali.

David Celt, lo sparring partner, a ottobre ha detto che Agnes non solo è "stanca della stagione" ma anche che è "stanca in generale" Sembrava come se stesse parlando di stanchezza mentale, mancanza di motivazioni.
Da allenatore, non concordo con questa versione.

Credo solo che a volte Agnes non giochi al meglio, ma non c’è da meravigliarsi, il problema è il suo stile di gioco. Deve lottare su ogni punto, non importa che stia giocando con la n.5 o 105 al mondo. Serena Williams ha un “fucile” in mano, è in grado di “uccidere” le palle e vincere 6/1 – 6/1.

Così la vita è davvero più facile. Agnieszka non ha questo vantaggio. Quasi ogni sua partita è fatta di battaglie e corsa. È in questa maniera che costringe le avversarie all’errore. I vincenti sono pochi, pertanto ci deve sempre essere una grandissima abnegazione e resistenza al dolore e alla fatica: questa è la sua maniera per vincere.

Dunque basta che calino anche di poco la pazienza o la concentrazione per vederla sbagliare da fondo con errori non forzati. Da qui ne è scaturita la perdita di fiducia in se stessa. La ricetta è un gioco aggressivo, ma pare manchi ancora ...


Tutti sappiamo che Agnes non potrà mai colpire i diritti a 150 km/h. Mancano le condizioni fisiche per arrivare ad un gioco basato sulla potenza. Il suo tennis si baserà sempre sui contrattacchi da fondo campo.

Per avere un gioco più aggressivo si dovrebbero verificare tre situazioni. Innanzitutto la prima palla di servizio dovrebbe essere più efficace e con una velocità di almeno 160 km/h, mentre Agnes ha ancora un servizio debole.

In secondo luogo è necessario esercitare più pressione sulla seconda delle avversarie. Lei lo fa già, ma dovrebbe farlo più spesso. E in terzo luogo, deve imparare ad "uccidere" le palle giocate a metà campo; questo è ancora un problema.

Questi sono 3 aspetti relativamente semplici da migliorare, il resto lo fanno le gambe. Durante la stagione ha giocato una partita in cui tutto funzionava?
La semifinale a Montreal contro Ekaterina Makarova e il quarto turno a Melbourne con Garbine Muguruza.

Due delle migliori partite di quest'anno. Con rivali di classe, ha giocato sempre con coraggio e personalità, il che mostra il duro lavoro svolto in allenamento. Perché Agnieszka ha un problema ad “uccidere” le palline?
Il tutto sta nella sua tecnica di colpire la palla, che usa da ormai 15 anni e non le permette di generare molta forza.

Questo è il segreto. Paul Ostrowski, ex allenatore di Angelique Kerber, osservava che quando Agnes cerca di spingere la palla non solo per difendere, manca in fiducia. "Perché non si allena abbastanza su questo tipo di gioco" sostiene.


Paul sa che in realtà non è una questione di allenamenti, ma il tutto sta nella tecnica del colpo. Agnes ha ben chiara la sequenza di movimenti che deve compiere per avere un impatto aggressivo sulla palla e ci stiamo lavorando.

Il problema è che quando si trova sul 3/1, viene tutto bene. Ma appena ci si trova sul 5/6, ogni punto pesa sul destino del set, e in quei momenti difficili, mancando di potenza nel suo corpo, ritorna istintivamente alle vecchie abitudini.

Ma ormai non possiamo tornare indietro. Penso che la modifica al suo gioco dovrà avvenire passo dopo passo negli anni che vengono. La rumena Simona Halep, quarta al mondo, è più piccola di Agnes ma sul campo riesce a colpire più forte.

Come può spiegarlo?
L'altezza non è tutto. Anche Justine Henin era più bassa di Agnes, ma aveva decisamente più forza. La Halep per i suoi 168 centimetri è ben proporzionata e preparata fisicamente.

Riesce a generare una grande quantità di energia dalle gambe, mentre Agnieszka gioca in un modo diverso e la forza nei suo colpi è molto inferiore. Ma rimarrà sempre ostacolata dai suoi limiti fisici?
No, perché per la prima volta crediamo che sia il momento in cui Agnes durante l’inverno potrà finalmente concentrarsi sulla preparazione fisica.

In poche parole, dovrà mettere 2-3 kg di massa e aumentare la forza nelle gambe e nelle mani.