Barazzutti, consiglio a Fognini: ´Lascia perdere i social network!´



by   |  LETTURE 4888

Barazzutti, consiglio a Fognini: ´Lascia perdere i social network!´

In occasione della presentazione del libro di Sara Errani i nostri inviati hanno 'intercettato' Corrado Barazzutti, che a margine dell'evento ha parlato del momento no di Fabio Fognini:

“Fabio prima di quest’ultimo periodo, in cui sta attraversando effettivamente qualche difficoltà, ha fatto una sequenza di grandi partite, ma soprattutto si è trattato di un vero ‘Tour de Force’ senza sosta.

In Argentina abbiamo giocato in condizioni durissime. Poi ha giocato le finali di Vina del Mar e Buenos Aires, dopo altri 3 tornei è arrivato in Davis a Napoli che era già stanco, ma ha giocato ugualmente 3 giorni consecutivi, e tutti ricordano la fantastica partita della domenica contro Murray.

Non si è mai fermato, e infatti vinceva spesso le partite in recupero: era stanco. Eppure ha fatto ancora una finale a Monaco, e poi altre sconfitte che equivalevano ad ‘occasioni perse’. La pressione per la posizione No.

10 lì ad un passo...Lui è un ragazzo sensibile, ed è umano essere stanchi fisicamente e mentalmente. Io gli consiglierei di lasciar perder tutti, e di cancellarsi da tutti i social network”.
Barazzutti aveva il chiaro tono del 'buon padre di famiglia': troppo rumore intorno a Fognini, il senso delle sue parole.

Sui big di oggi “Il fisico conta moltissimo, guardiamo Ferrer ad esempio, i suoi risultati stanno calando perché sta calando il suo fisico. Djokovic ha dei colpi che fanno ‘male’ e continueranno a farlo, mentre Nadal ha dalla sua principalmente il fisico, i recuperi, quando calerà saranno dolori”.


E i giovani? Lui fa i suoi nomi “Ci sono tanti buoni giovani in circolazione, ma Coric, Kyrgios e Zverev sono già su un altro pianeta. Zverev prima dell’expoloit di Amburgo appena vinto o quasi un Challenger da $100.000, a 17 anni…non è una cosa normale”.

E Quinzi? “È forte, lo si vede, ma lo si capisce soprattutto dentro il campo quanto sia forte, da come colpisce bene la palla. Speriamo che il suo fisico abbia un buon sviluppo, ha solo 18 anni” volendo dire, non aspettiamoci che domani sia già il numero 5 al mondo; il primo obiettivo è entrare nei 50.

“In Davis? Contro la Svizzera non partiamo battuti, certo loro sono fortissimi, hanno vinto contro il Kazakhistan, e non crediate che sia stata una passeggiata. Comunque noi andremo là per giocarcela”. Qualcuno sostiene che basterebbe un’assenza (n.d.r.

un piccolo infortunio a Federer o Wawrinka) “No, non ne basta solo una…” e ride.
Gli chiediamo di Bolelli, uno dei bracci migliori del circuito, lui annuisce “Sta giocando bene, è cresciuto”.

Si confonde in mezzo a noi Barazzutti, quando parla con una persona, parla con tutti, sconosciuti o no, non gli interessa, guarda negli occhi e attira l’attenzione, ti coinvolge. Gli interessa comunicare due valori: onestà e correttezza.

Durante l’intervista viene chiamato quasi all'improvviso da Federico Buffa. Lui dietro noi “(mi chiamano)… sono qui, arrivo”, assicuriamo, tutto improvvisato. Inizia a parlare e con la classe che lo contraddistingue trova subito le parole giuste per elogiare Sara, raccontando anche divertenti aneddoti “Lei scalpitava in Fed, voleva giocare ‘Sono brava in doppio’ mi diceva…” e sorride.

Quando conclude dopo qualche minuto dice semplicemente “Comunque, non devo di certo elencare io le sue qualità, parlano i risultati, è una delle prime giocatrici al mondo!” effettivamente, basta questo.