Juan Carlos Ferrero saluta: ´ Roger Federer, l´unico che mi ha fatto sentire inferiore´



by   |  LETTURE 5441

Juan Carlos Ferrero saluta: ´ Roger Federer, l´unico che mi ha fatto sentire inferiore´

Oggi Juan Carlos Ferrero ha giocato contro Nicolas Almagro a Valencia quella che è stata la sua ultima partita ufficiale sul circuito ATP. E' soltanto l'ultimo di una lista parecchio folta che ha scelto il 2012 come anno del ritiro.

Tanti sono i ricordi che riafforano in questi giorni e in questi momenti, uno in particolare per lo spagnolo: " Direi che le emozioni vissute sono state tante, la Davis nel 2000, il Roland Garros nel 2003, il numero 1, vincere un Master 1000, arrivare in finale in un Master finale.

Sono tutti momenti importanti. Il peggior ricordo è invece l'infortunio al ginocchio, mi ha toccato molto mentalmente e ho dovuto lavorare tanto per tornare a giocare normalmente. Ma è stata una bella storia da vivere".

Tanti sono i giocatori che Ferrero ha affrontato e tante sono anche le generazioni con cui ha ' lottato': " L'avversario più difficile è stato Hewitt. Quello che invece mi ha impressionato di più è stato Federer.

Hai come la sensazione che ti lasci giocare, puoi fare la qualsiasi cosa ma poi ti manca sempre qualcosa per vincere. E' l'unico giocatore che mi ha fatto sentire inferiore. Il tennista da cui ho imparato tanto è Andre Agassi.

Poi ha scritto il famoso libro ma io mi baso su quello che ho visto in campo, la sua professionalità." La miglior partita giocata per Mosquito rimane la semifinale 2003 degli Us Open contro Agassi: " La ricordo perchè dopo quel match sono diventato numero 1.

E' stata una sensazione incredibile, avevo tutto lo stadio contro ma mi sentivo completo, fiero di me stesso. L'incontro che invece porto nel mio cuore è la finale del Master 2002 contro Hewitt. All'inizio non riuscivo a giocarmela, sono andato sotto di due set, poi ho rimontato ma non sono riuscito a vincere anche se non avrei mai dovuto perdere (risata)."

La vita dopo il tennis è rappresentata da un'accademia già avviata e dal lavoro di coach sul circuito sperando che la seconda carriera sia ancora più ricca e luminosa della prima.