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ESCLUSIVA TWI! Flavia Pennetta: ´Brave Errani e Vinci, ma qualche rammarico...´

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by Daniele Celli

Flavia Pennetta ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di TennisWorldItalia, durante l'evento di presentazione delle maglie dell'Italia di rugby firmate Adidas, tenutosi oggi pomeriggio presso la tribuna autorità dello Stadio Olimpico di Roma (CLICCA QUI PER VEDERE LE NUOVE MAGLIE).

La brindisina, reduce da un infortunio al polso, ha parlato del suo attuale stato di forma, anticipando a novembre il rientro in campo (per i primi colpi dopo lo stop), inizialmente fissato per dicembre, nonostante i dubbi riguardanti il prossimo coach.

Non ha voluto sentire neanche nominare la parola "ritiro", ed ha espresso un sincero sentimento d'invidia (e stima) per Roberta Vinci e Sara Errani, la coppia del momento. Infine, Flavia ha affrontato argomenti come la "storiella" con Daniele Molmenti e il doping, 'confidando' sull'assenza di Serena Williams in inverno in Fed Cup.

Tutto questo, nell'intervista completa qui riportata, disponibile a questo link anche in formato video.

Ciao Flavia, sono trascorse due settimane dal tuo intervento al polso. Come ti senti? "Bene bene, mi sento abbastanza bene. Sono contenta perché tutto procede secondo i piani. Ieri mi hanno tolto i punti e la mano, che qualche giorno fa era gonfia, ora si è sgonfiata totalmente".

Credi di tornare al 100% delle tue potenzialità già per gli Australian Open? "Sì, spero di arrivare lì al cento per cento. Intanto tornerò ad allenare la parte fisica già dalla prossima settimana, mentre il rientro in campo con la racchetta sarà tra un paio di mesi, a metà novembre, ma non chiedetemi dove e quando avverrà perché sono ancora in cerca di un nuovo allenatore".

Ad inizio anno parlasti di un tuo probabile ritiro fra due stagioni. L'infortunio ritarderà questa scadenza? "In questo momento parlare di ritiro è praticamente inutile, perché non lo vedo assolutamente vicino.

Se ne riparlerà quando sarà esaurito tutto quello che posso dare a questo sport". L'infortunio ti ha sbattuto fuori dalle prime venti del ranking, e secondo i calcoli all'inizio di gennaio scenderai intorno alla cinquantesima posizione.

Appena tornerai in forma, quale sarà il tuo obiettivo sul fattore classifica? "Sinceramente, il fattore classifica non mi preoccupa molto. La cosa più importante è stare bene, essere in grado di giocare un buon tennis e godermi tutte le partite al massimo".

Durante le Olimpiadi, tra te e Daniele Molmenti ci fu uno scambio di apprezzamenti e soprattutto un suo invito a cena, da te accettato. Alla fine siete usciti insieme? "No, non c'è stata occasione, anche perché ho dovuto lasciare Londra due giorni dopo la fine delle Olimpiadi, per raggiungere Montreal.

Poi ci si è messo anche l'infortunio, seguito dall'intervento, così non c'è più stato modo di incontrarci". Sara Errani e Roberta Vinci, in un'annata incoronata dallo US Open, hanno raggiunto traguardi straordinari.

E' più la felicità nel vedere le tue connazionali trionfare, oppure il rammarico per non essere stata tu al loro posto, pur avendone avuto le possibilità? "La felicità è sicuramente grande, mentre il rammarico c'è, ma non per il fatto che loro sono arrivate a quei livelli e io no.

Quello che provo è dovuto al fatto che vorrei essere al loro posto, semplicemente per quello. Possiamo dire che si tratta di competizione, sana ovviamente". Hai dichiarato recentemente di preferire la Spagna all'Italia, come luogo per l'allenamento.

Cosa manca al nostro tennis per raggiungere quello iberico? "C'è ancora un po' di strada da fare, ma non molta. Ho fatto quest'affermazione perché ho vissuto per otto anni lì con il mio allenatore spagnolo (Gabriel Urpi, n.d.r.) e posso dire di essermi abituata ad un certo tipo di lavoro e abitudini, che non sarà semplice cambiare.

Purtroppo, però, adesso non c'è alternativa. In questo momento con Gabriel stiamo cercando di prendere la decisione migliore tra più alternative". Il tennis italiano promette bene per il futuro, con Camila Giorgi che a soli vent'anni ha già centrato gli ottavi di finale a Wimbledon e tra i ragazzi si parla molto bene del giovanissimo Gianluigi Quinzi.

Cosa ne pensi di questi due giovani talenti? "Camila gioca parecchio bene ed è cresciuta molto nelle ultime stagioni. A vent'anni però, tennisticamente parlando non sei più tanto piccola.

A parte lei però, tra le giovani promesse, non conosco nessuno, perché non ci frequentiamo, quindi non ho idea di come sarà il tennis che verrà. Mi dicono che non ce ne sono tante: poche ma buone, quindi speriamo che da loro esca fuori qualcuna che continui a tirare avanti il tennis italiano, nella maniera in cui stiamo facendo noi da ormai cinque o sei anni, se non di più.

Su Quinzi non mi esprimo, perché lo conosco pochissimo". L'estate sportiva italiana è stata macchiata dal fenomeno doping che ha colpito Alex Schwazer. Credi (o sai) che anche ai livelli più alti del tennis ci sia qualcuno che faccia uso di queste sostanze? "Assolutamente no.

Abbiamo un controllo del doping veramente troppo preciso e costante, quindi sinceramente vedo molto difficile la possibilità che ci sia qualcuno che faccia uso di doping nel circuito". Passiamo alla Fed Cup.

A febbraio affronteremo in casa gli USA di Serena Williams. "Non penso che Serena verrà". Sicura? "No, no, non penso. Secondo me non viene (ride...)".


Intervista ideata da Daniele Celli e Adriano S e realizzata da Daniele Celli. Un sentito ringraziamento a Flavia Pennetta, Alessandro Fedeli, Francesca Acerbi (ufficio stampa Adidas) e Alessandro Nizegorodcew per la collaborazione. .

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