Addio Sinisa Mihajlovic: dalla passione per il tennis all'amicizia con Novak Djokovic

L'allenatore di calcio si è spento a seguito della ricomparsa della leucemia

by Luca Ferrante
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Addio Sinisa Mihajlovic: dalla passione per il tennis all'amicizia con Novak Djokovic

Dopo aver lottato con tutto se stesso, non ce l'ha fatta. E la notizia ha scosso davvero tutti, compreso il mondo del tennis di cui era un grande appassionato. Sinisa Mihajlovic si è spento nella giornata di venerdì 16 dicembre all'età di 53 anni, lasciando la moglie Arianna e sei figli.

Una battaglia risultata alla fine fatale per l'ormai ex allenatore di calcio, che ha combattuto a lungo (dal mese di luglio del 2019) con una forma aggressiva di leucemia. Il lottatore nato in Serbia aveva inizialmente sconfitto la malattia, che si è però ripresentata nel marzo 2022 e gli ha presentato l'amaro conto.

Come riportato dai media, era ricoverato da domenica 11 per un'infezione divenuta da subito grave a causa del sistema immunitario compromesso dalla malattia stessa e dalle pesanti terapie. La situazione è peggiorata col passare delle ore e dei giorni, fin quando è stato inevitabile il ricovero.

Le condizioni non sono migliorate e proprio venerdì è venuto a mancare. Una morte quasi improvvisa, dato che Sinisa - riferisce Repubblica - aveva parlato con i suoi amici dei programmi futuri e della volontà di tornare a vedere partite in giro per l'Italia e l'Europa.

Il legame col tennis (e non solo)

Mihajlovic è stato un appassionato di tennis, assistendo come ospite a diversi eventi negli anni. È rimasta impressa la sua presenza agli Internazionali Bnl d'Italia del 2016, in cui si è reso autore di un selfie davvero bello con Novak Djokovic.

I due non hanno mai nascosto la loro grande amicizia: un'intesa particolare, con Sinisa che ha sempre tifato e sostenuto il campione nativo di Belgrado. Nel mese di gennaio Sinisa aveva anche preso le difese di Nole per il caso agli Australian Open, dichiarando in una conferenza stampa da tecnico del Bologna: "Per me Djokovic è la prima vittima, non il principale responsabile di questo episodio.

Penso inoltre che tutto andasse risolto internamente, fra lo Stato di Vittoria e il governo centrale. Ridicola messinscena la sua permanenza in hotel. Potrebbe però portare alla luce le condizioni in cui vivono i rifugiati, che non mi sembrano il massimo. Hanno trasformato il tennista serbo nel paladino dei no-vax" . Photo credit: Internazionali Bnl d'Italia.

Novak Djokovic
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