Da caso nazionale a 'Semplicemente Jannik': Sinner ha conquistato l'Italia in 7 mesi

Il trattamento nei confronti del tennista italiano è cambiato in modo radicale: per l'informazione, per i tifosi ma anche per le persone che non seguono attivamente il tennis

by Luca Ferrante
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Da caso nazionale a 'Semplicemente Jannik': Sinner ha conquistato l'Italia in 7 mesi
© Getty Images

Chi segue costantemente il tennis non può dimenticare cosa è accaduto soltanto un anno fa. Dopo un bell'inizio di stagione con le semifinali ottenute a Indian Wells e Monte-Carlo e la finale di Miami, le qualità di Jannik Sinner sono tornate a essere messe in discussione a seguito delle precoci sconfitte agli Internazionali d'Italia (ottavi di finale) e al Roland Garros (secondo turno).

Solo la semifinale di Wimbledon e il primo trionfo in un Master 1000 a Toronto hanno calmato apparentemente le acque, perché la situazione è sfuggita completamente di mano pochissimo tempo dopo nel mese di settembre: l'altoatesino ha confermato l'intenzione di non partecipare alle fasi a gironi di Coppa Davis per concentrarsi sugli allenamenti (in campo e in palestra) e sulla preparazione degli ultimi appuntamenti importanti, come le Finals di Torino e le stesse Finals di Coppa Davis.

Il rifiuto ha trasformato il web, ma soprattutto i social, in un'aula di tribunale con il giocatore italiano come solo e unico imputato: una vicenda simile, per chi torna ancora un po' indietro con i ricordi, al 2021 quando l'azzurro aveva deciso di rinunciare alle Olimpiadi di Tokyo, disertate in totale dalla metà dei primi top 50 Atp.

A lasciare il segno in quelle due-tre settimane di critiche è stata senza ombra di dubbio la comunque coraggiosa scelta della Gazzetta dello Sport. Il 22enne di San Candido è diventato un 'Caso nazionale', come hanno riportato sulla copertina del numero di Sportweek, ma perché? Uno dei motivi è rappresentato dal fatto che il giornalismo di oggi si basa maggiormente sulla creazione e sulla ricerca di polemiche da cavalcare: è tra le opzioni più efficaci, come ormai il lettore medio sa, per aumentare vendite e visualizzazioni.

La mossa ha sicuramente dato visibilità al quotidiano sportivo, che si è contraddistinto per questo e ha centrato l'obiettivo in questo senso. Poi cosa è successo? Sinner non è cambiato di una virgola: è rimasto impassibile al dibattito social e ha continuato ad andare per la sua strada.

Il classe 2001 ha allo stesso tempo messo a frutto gli insegnamenti appresi e i progressi compiuti nel tempo attraverso il lavoro con coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill, trasformandosi così in un atleta quasi imbattibile.

7 mesi da paura hanno dato quello slancio alla carriera che era atteso pazientemente, preteso o, addirittura per alcuni, che mai sarebbe arrivato: la finale al 'torneo dei Maestri' al PalaAlpitour, l'insalatiera di Coppa Davis riportata in Italia dopo 47 anni, gli Australian Open (il primo titolo della categoria Grande Slam) e il titolo tanto cercato del Miami Open, diventando il più giovane tennista dell'Era Open a vincere tutti i primi 16 incontri di una stagione.

Risultati, se aggiungiamo anche le 14 affermazioni su 16 confronti diretti contro i top 10 da ottobre, di un prestigio assoluto che lo hanno reso un campione e portato fino (attualmente) al numero 2 del mondo. La Sinner-mania, termine ormai spopolato in tutto il mondo, non è altro che una rappresentazione di come sia cambiato radicalmente il trattamento nei confronti dell'azzurro, che di fatto si è preso la rivincita sul campo.

La stessa informazione sul web ha dovuto mutare completamente o quanto meno correggere il tiro su uno sportivo che è pian piano diventato punto di riferimento per molti altri colleghi e sempre più un idolo per le nuove generazioni.

Lo stesso vale per la 'scommessa' della Gazzetta dello Sport, che non ha potuto fare altro che ricredersi. A distanza di questi fatidici 7 mesi, la copertina di Sportweek è tornata a essere dedicata all'altoatesino ed è stata intitolata così: 'Semplicemente Jannik'

Ma sono anche altri gli aspetti da sottolineare, fra cui il maggiore interesse che il tennis si è conquistato (con gran parte del merito da attribuire naturalmente a Sinner) negli ultimi mesi sui social, sul web e sui principali quotidiani sportivi.

I trionfi del talentuoso 22enne sono stati più volte riportati e approfonditi nelle primissime pagine dei giornali: una cosa mai vista prima o, quanto meno, più unica che rara. Basti pensare anche alla politica del Tg1, che ora si interessa così tanto al tennis da intervistare Sinner nell'edizione del lunedì più volte in questo 2024 e, di recente, Matteo Berrettini dopo la vittoria di Marrakech.

Quando mai era capitato di trovare ospite un tennista a seguito di un titolo ottenuto in un Atp 250? È la conseguenza dell'incredibile influenza che lo sport con la racchetta ha raggiunto dopo anni solo bui e travagliati.

Ma per chi tifa Sinner? Ormai i tifosi italiani sono divisi sostanzialmente in 3 gruppi. Coloro i quali lo hanno scoperto e si sono innamorati a prima vista di lui già dal 2019 (dal Challenger di Bergamo vinto a febbraio o verso fine anno col trionfo alle Next Gen Atp Finals) se lo godono e continuano a sostenerlo sempre e comunque.

Chi ha visto crescere questo giocatore, anche fra dubbi e incertezze sul futuro, ora lo elogia. Per finire, gli scettici (gli ultimi rimasti probabilmente prima dello Slam di Melbourne), che l'italiano ha convinto definitivamente in questi mesi a modo suo.

Ma oggi le stesse persone 'comuni', che non seguono attivamente il tennis (o non hanno mai guardato una partita prima di seguire una sua finale), hanno imparato a conoscere chi è Sinner. Un ragazzo umile, semplice e per questo diverso da tutti gli altri, sicuro di sé: a contraddistinguerlo, in particolare, la capacità di non farsi per niente condizionare da un mondo social da cui prende del tutto le distanze.

Il 'no' a Sanremo, subito finito in primo piano, non ha altro che evidenziato come Sinner non abbia alcun timore a prendere delle decisioni che possano non essere condivise con la gente. E oggi è la stessa gente ad accettarlo e a elogiarlo per quello che è: un campione di sportività e di umanità. Semplicemente chapeau, Jannik.

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