Italia e Berrettini: non succede, ma se succede...



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Italia e Berrettini: non succede, ma se succede...

Ci avevano preso per matti, ci avevano accusato di scarsa serietà, di alcolismo, di portare male. Gli avversari di Novak Djokovic però, come ipotizzato sono caduti uno dopo l'altro. Tutti preda dei loro difetti, dei loro limiti, delle loro paure o delle loro difficoltà fisiche.

"Le solite puttanate all'italiana" cit.

"Per poi crocifiggerlo non dovesse rispettare le stupide aspettative che alcuni hanno", ci dicevano. Il cammino a Wimbledon di Matteo Berrettini, primo italiano dal 1960 a raggiungere le semifinali all'All England Club, ha qualcosa di magico.

Tanti erano i fattori che incastrandosi ci avevano portato a credere fortemente nel romano come principale competitor di Novak Djokovic a Wimbledon, e a scriverlo consapevoli che avremmo creato discussione e rischiato di prendere una cantonata.

I forfait di Nadal e Thiem, le difficoltà di Zverev e Medvedev, la scarsa attitudine di Tsitsipas all'erba, la monotonia tattica di Rublev e Bautista, l'impietoso avanzare degli anni che ha logorato Roger Federer.

Come previsto, gli avversari più quotati sono crollati uno dopo l'altro. Quella che prima del Queen's era solo una suggestione, dopo gli antipasti sull'erba si era trasformata in seria ipotesi, considerando fattori esterni e potenzialità dell'azzurro.

Cominciato il torneo, col passare dei giorni diventava sempre più forte la sensazione che davvero potesse accadere qualcosa di importante. Certe imprese nascono così, c'era un non-so-chè di speciale, era nell'aria e faceva da collante ai pezzi del puzzle che man mano si componeva.

Un filo speciale connetteva il cammino di Matteo Berrettini a quello della nazionale italiana, capace di arrivare in finale proprio a Londra a Euro 2020. Contro Hurkacz sarà durissima, ne sanno qualcosa Sinner e Federer, ma siamo sicuri che il polacco non verrà sottovalutato da Berrettini, sempre pronto in carriera a sfruttare gli spiragli dei tabelloni e più consapevole dei propri mezzi dopo la finale di Madrid.

L'avversario numero 1 di Novak Djokovic forse era lui. Adesso è davvero lui, per la rivincita dei quarti del Roland Garros, per una domenica bestiale, tutta italiana. Non succede, ma se succede...