Focus tecnico: lo smash nel tennis moderno



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Focus tecnico: lo smash nel tennis moderno

Uno dei colpi a cui viene data meno importanza nel tennis moderno - e che per questo viene allenato meno degli altri - è senza dubbio lo smash. Di fatto si parla di un colpo che non può non essere considerato di chiusura, ma che comunque deve essere allenato in quanto presenta non poche difficoltà, soprattutto a livello coordinativo.

Non è poi da sottovalutare che spesso e volentieri lo si arriva a giocare in momenti in cui il fisico è particolarmente sotto stress, cioè come colpo finale dopo una serie più o meno lunga di scambi.

Oltretutto il numero ridotto di volte che lo si gioca rispetto a tutti gli altri colpi va ad inficiare anche sulla parte mentale, che soprattutto dopo qualche errore di troppo può andare ad influire negativamente sul rendimento nel prosieguo della partita.

Di questo abbiamo avuto esempi concreti anche a livelli altissimi: ricordiamo tutti come in diversi momenti della sua carriera l’attuale numero uno del mondo Novak Djokovic abbia perso ogni sicurezza in questo colpo, tanto da commettere errori molto gravi in momenti particolarmente decisivi.

Su cosa sia accaduto al serbo poi si può discutere, c’è chi dice che fin da junior abbia avuto problemi con questo colpo, e c’è chi sostiene che i problemi siano iniziati quando Todd Martin gli cambiò il tempo nell’esecuzione della battuta causando delle modifiche anche nel gesto di preparazione dello smash.

Anche nel tennis femminile abbiamo esempi di giocatrici che con questo colpo non hanno avuto molto feeling: la russa Maria Sharapova era una che anche su palle molto alte e particolarmente senza peso, pur di non giocare lo smash preferiva eseguire lo schiaffo al volo, commettendo talvolta errori grossolani.

Cerchiamo di approfondire le motivazioni tecniche per cui questo colpo per alcuni arriva a presentare molte difficoltà. L’impugnatura corretta, così come nella battuta, è la continental.

La preparazione, l'impatto, il finale

Riguardo gli arti inferiori la prima cosa da fare è orientare il corpo lateralmente rispetto alla palla e posizionarsi al meglio con degli scivolamenti laterali.

Nel reclutamento di energia elastica è fondamentale la torsione del tronco che avviene contemporaneamente all’arretramento dell’assetto braccio-racchetta, con il gomito che si allinea alla spalla dominante.

La preparazione termina quando l’arto non dominante è perpendicolare al terreno, la racchetta sopra il capo con un’angolazione obliqua, e il peso gravita sulla gamba posteriore. Se l’altezza della palla lo permette è sempre meglio arretrare un passo in più così da scaricare meglio il peso in avanti.

In questo preciso momento dall’altra parte del campo dovrei vedere il fianco del mio avversario che si trova completamente di profilo. L’impatto avviene in una posizione avanzata rispetto al piede anteriore, e come nel servizio la principale componente di spinta è la rotazione interna del braccio che dopo aver colpito comporta la pronazione dell’avambraccio.

Importante è anche non scomporsi troppo dopo il finale e ritrovare velocemente l’equilibrio ideale per giocare un altro colpo nel caso in cui lo smash non sia stato definitivo e ci sia una ribattuta dell’avversario Questa ovviamente è la parte tecnica, ma è scontato dire che su lob particolarmente alti trovare il tempo giusto per giocare uno smash efficace è complicato per chiunque.

Seppur il numero di volte che giochiamo questo colpo è nettamente inferiore a tutti gli altri, un buon allenatore sa che non deve essere trascurato: una scarsa prestazione di questa abilità comporta il fatto di giocare sempre un colpo in più, e l’esperienza insegna che - soprattutto nei punti importanti - prima il punto viene chiuso e meglio è.