Timing sincrono e asincrono nel tennis. Quale servizio è più performante?



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Timing sincrono e asincrono nel tennis. Quale servizio è più performante?

Se pensassimo ai migliori servizi nel circuito maschile quali sarebbero i nomi in cima alla lista? I giganti americani? Kyrgios? Raonic? Ma tralasciando il lato fisico, ci sono effettivamente degli aspetti tecnici che questi giocatori hanno in comune per avere delle battute così prestative? Essendo l’unico colpo che permette di ottenere il punto senza giocarlo, parliamo probabilmente dell’abilità più importante nel tennis moderno, e nonostante a primo impatto non sembri, ha diverse tipologie di esecuzione sia per quanto concerne gli arti inferiori, ma anche per la parte alta, che incide maggiormente sul risultato finale.

L’elemento che più degli altri differenzia un servizio da un altro è il timing, che così come negli altri colpi anche nella battuta è fondamentale e viene definito nella fase di preparazione.

Possiamo distinguere due tipologie di timing, quello sincrono e quello asincrono. Spieghiamo meglio. Il timing sincrono, probabilmente il più diffuso, è riconoscibile focalizzandosi sull’arto non dominante e la punta dell’attrezzo.

Come si distingue il timing sincrono da quello asincrono

Nello specifico: se quando l’arto non dominante ha terminato il lancio di palla disponendosi in posizione perpendicolare al terreno, l’attrezzo ha terminato la fase di preparazione, il timing è appunto sincrono.

Esempi di questa tipologia sono molti, soprattutto tra i giocatori di vertice: Federer, Djokovic, così come Tsitsipas, e tanto per rimanere in tema di prestazioni super, adottano questa preparazione anche Milos Raonic e John Isner, considerati tra i migliori nel circuito.

Così andrebbe insegnato ai principianti o ai bambini in fase di avviamento, essendo tra le due modalità sicuramente quella più semplice da apprendere. Per distinguere l’altra tipologia di battuta bisogna focalizzarsi sempre su arto non dominante e attrezzo, focalizzandoci però sul differente timing nella fase di preparazione: nel servizio asincrono quando l’arto non dominante ha completato la propria azione l’attrezzo non ha ancora terminato la fase di preparazione.

Molti dei big server adottano questo tipo di battuta, come Kyrgios, Anderson o Karlovic. A prima vista sembra una battuta più complessa (è infatti meno diffusa), ma in termini di prestazione, e nello specifico di velocità, può raggiungere dei picchi notevoli, e questo è dovuto al maggior intervallo di tempo che questo timing permette di avere, in cui si riesce ad applicare più forza rispetto al servizio sincrono.

Quindi si hanno evidenti vantaggi in termini di velocità prodotta, ma anche diversi svantaggi in termini di timing esecutivo, essendo una battuta con una coordinazione più complessa. Questo non vuol dire che i giocatori che adottano l’altra tipologia non possano raggiungere certe velocità, anzi.

Concludendo, non esiste un metodo migliore o più performante dell’altro, al massimo si può dire che uno dei due è più complesso, ma essendo un’abilità chiusa (l’unica che si esegue a gioco fermo) è comunque molto soggettiva.

Si ricordi però che una delle caratteristiche principali di una battuta molto performante è la forza intesa come forza bruta, prerogativa necessaria insieme alla tecnica di un servizio di alto livello.