Che vuol dire nel tennis moderno avere una palla molto complessa?



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Che vuol dire nel tennis moderno avere una palla molto complessa?

Espressione molto comune riferita alla capacità di alcune particolari tipologie di giocatori è quella di “avere la palla pesante”, e fa riferimento alla presunta correlazione con la complessità di palla, come a voler intendere che pesantezza e complessità possano essere direttamente proporzionali.

Il primo giocatore che viene in mente in questi termini è senza dubbio Rafael Nadal, che ha la reputazione di avere uno dei diritti più carichi di rotazione del circuito. Filippo Volandri dopo un match contro di lui a Roma dichiarò nel post partita di esser rimasto molto colpito da come dopo pochi scambi nel palleggio pre-match, la pesantezza della palla di Nadal lo aveva spinto con i piedi a diversi metri dalla linea di fondo vicino alla postazione del giudice di linea.

Questo si può dire sia l'effetto principale di un colpo pesante, ovvero una palla difficile da anticipare e che ti allontana dalla linea di fondo. Ma pesantezza e complessità di palla sono effettivamente la stessa cosa? Cerchiamo di approfondire.

La complessità è la sommatoria di due componenti di velocità

Per complessità di palla si intende la combinazione tra due componenti di velocità prodotte dall’attrezzo durante la fase di accelerazione, una orizzontale e una verticale chiamate rispettivamente speed e spin.

La risultante di questa sommatoria di forze genera un aumento progressivo delle rivoluzioni che la palla compie in volo, ma allo stesso tempo comporta una riduzione della velocità. Quindi in parole povere grande complessità esclude alte velocità e viceversa.

Non a caso il diritto che sul circuito risulta aver raggiunto maggior complessità è proprio quello di Nadal, ma quello che ha raggiunto maggiori picchi di velocità non è quello dello spagnolo, bensì quello Roger Federer, che ha una tipologia di diritto molto diversa, che tende a generare meno rotazione.

Se invece parlassimo in termini più generici il colpo che in assoluto ha fatto registrare il picco di maggiore complessità è curiosamente un back-spin, nello specifico quello del rovescio di Roger Federer, che è riuscito a superare la soglia delle cinque mila r.p.m.

(rivoluzioni per minuto). Altra inconfutabile testimonianza che complessità e velocità sono due cose ben distinte. Di certo i professionisti hanno delle capacità tali che consentono loro di modulare sia la spinta orizzontale che quella verticale a seconda della situazione tattica: durante una fase di attacco in cui ci si trova a comandare il gioco con i piedi dentro il campo verrà utilizzata maggiormente una spinta orizzontale, viceversa se ci si dovesse trovare in una fase di costruzione con i piedi più distanti dalla linea di fondo sarà più utile generare una spinta verticale per dare maggior margine alla pallina.

In conclusione "avere la palla pesante" viene usato con lo stesso significato ma si riferisce più alla conseguenza dell’avere una palla molto complessa, cioè quello che accade alla pallina dopo il rimbalzo, ovvero una traiettoria che tende verso l’alto e che costringe l’avversario o a colpire sui piani alti, o ad indietreggiare perdendo comunque campo.