Veterani alla riscossa, chi nel 2021 può sorprendere ancora?



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Veterani alla riscossa, chi nel 2021 può sorprendere ancora?

Quello del 2021 sarà per alcuni giocatori un Australian Open che arriverà nell’anno del quarantesimo compleanno. Verosimilmente i giocatori prossimi ai quaranta al via nello Slam australiano saranno Roger Federer, Feliciano Lopez, e nel torneo di qualificazione (ammesso che si disputerà) il nostro Paolino Lorenzi.

Ma oltre a loro chi sono i “vecchietti” che puntano a fare bene a Melbourne e nel 2021? Se prendessimo in considerazione dagli over 35 in poi i nomi sarebbero diversi, e la particolarità è che alcuni di loro hanno ancora un ranking più che interessante.

Ma quanti di loro stanno sparando le ultime cartucce? Quanti invece sono ancora competitivi e possono ancora dire la loro? Andiamo nello specifico. Roger Federer tra i nomi già citati è senza dubbio il più atteso.

Ultima apparizione agli Australian Open 2020, dopo oltre un anno di inattività sulle sue condizioni c’è un grosso punto interrogativo, di certo per superare indenne i primi turni a Melbourne basterà un Federer a mezzo servizio, ma contro i migliori servirà ben altro e a dirla tutta non è nemmeno detto che basti.

Nel 2017 ci ha già dimostrato che è in grado di superare infortuni di una certa entità e di poter tornare ai suoi soliti livelli dopo lunghi stop, ma qui la grossa differenza è che, come abbiamo premesso, il prossimo anno Roger festeggerà il quarantesimo compleanno.

Vediamo se ancora una volta dimostrerà al mondo di essere un campione senza tempo. Dopo di lui nella classifica ATP troviamo un altro svizzero, Stan Wawrinka, l’unico che in questi anni è riuscito a mettere in discussione il dominio dei Fab Four riuscendo a vincere addirittura tre titoli dello Slam.

Lo svizzero dal rientro nel 2018 dopo il grosso infortunio al ginocchio non è più riuscito a tornare sui livelli che gli hanno consentito di arrivare al numero tre del ranking, e avendo avuto molti alti e bassi sono due anni che galleggia nella parte medio alta della classifica senza mai riuscire a trovare dei picchi di continuità.

Il grosso punto di domanda sarà per lui la tenuta fisica perché se ritrova fiducia ha già dimostrato di avere il tennis per competere con chiunque. Scorrendo la classifica in questa speciale categoria troviamo lo statunitense John Isner, che prossimo ai trentasei anni vanta ancora un ranking molto interessante, ovvero il numero 25 ATP.

Come ha brillantemente dimostrato Ivo Karlovic che gareggia ancora a 42 anni, questa tipologia di giocatore ha il vantaggio di poter essere molto longeva, a patto che si abbia avuto una gestione oculata del proprio fisico nel finale di carriera.

Sono infatti giocatori che grazie ad imponenti strutture fisiche e grazie a colpi devastanti come servizio e diritto, dal momento che ottengono molti winner giocando rispetto alla media dei giocatori un numero inferiori di scambi, possono sempre dire la loro soprattutto sul veloce dove si gioca la maggior parte della stagione.

Gli spagnoli e i francesi

Fuori dalla top 60 troviamo due francesi, Tsonga e Simon, giocatori che alle spalle hanno splendide carriere, in cui sono stati in grado di raggiungere rispettivamente le posizioni 5 e 6 del ranking, ma che da anni per motivi diversi non riescono più a esprimersi ad alti livelli.

Soprattutto Tsonga che ci è rimasto più tempo, non è mai riuscito a mettersi alle spalle gli innumerevoli guai fisici. Difficile rivederli ancora protagonisti nei tornei importanti. Subito a ridosso dei due francesi ci sono due spagnoli: il già citato Feliciano Lopez e Fernando Verdasco.

Per il primo, già adesso nelle vesti di giocatore/direttore il 2021 sarà l’ultimo anno nel circuito prima di prendere saldamente il posto nella direzione del Mutua Madrileña Open, e tranne che per i tornei su erba da lui ci si aspetta ormai molto poco.

Verdasco, classe 1983, eccetto quel 2009 fantastico dove raggiunse una semifinale Slam in Australia, ha avuto una carriera di medio livello in cui ha concentrato il grosso dei suoi risultati sul rosso, superficie in cui ancora oggi cerca di giocare il più possibile.

Non sembra che possa più competere per vincere titoli, la sua carriera sembra ormai orientata verso il tramonto. In una classifica ATP che negli ultimi anni ha visto l’età media in top 100 alzarsi sempre di più, e con un calendario che causa Covid subirà molto probabilmente importanti modifiche, le sorprese non mancheranno di certo.