L'angolo del coach: lo slice di rovescio nel tennis moderno: istruzioni per l'uso



by   |  LETTURE 5961

L'angolo del coach: lo slice di rovescio nel tennis moderno: istruzioni per l'uso

Nel tennis di oggi è più funzionale il rovescio bimane oppure ad una mano? Questa è sicuramente una delle domande più frequenti dentro un campo da tennis. Come in tutte le tipologie di colpi possiamo dire che esistono dei pro e contro, ma anche che nel tennis moderno sempre più fisico e dove la velocità di palla è sempre più elevata, a prescindere dalla tipologia di rovescio che si esegua, è fondamentale avere nel proprio repertorio un rovescio slice di buon livello, vediamo perché.

Premettendo che chi gioca il rovescio ad una mano é leggermente favorito nel compiere correttamente il backspin (ma abbiamo visto come diversi giocatori bimani sono riusciti attraverso l’allenamento ad aggiungere questo colpo al loro repertorio, su tutti Rafael Nadal), sicuramente una delle motivazioni principali che lo rende imprescindibile nel tennis moderno, è che uno slice ben eseguito genera una rotazione inversa esattamente opposta a quella del topspin, quindi strategicamente ottimale per ridurre l’intensità del gioco dal momento che modifica il tempo che l’avversario ha a disposizione per colpire la pallina.

In altre parole, parlando della fase difensiva, giocare uno slice dopo un ampio spostamento che mi ha portato molto fuori dal campo, mi da molto più tempo per tornare verso il centro rispetto a un recupero in top. Da non sottovalutare poi che un back di buon livello ha un rimbalzo che tende a far giocare l’avversario sui piani bassi, costringendolo dunque a dover eseguire un colpo di manovra e non di chiusura, inoltre la complessità di palla è tale da rendere difficoltosa la gestione della fase di accelerazione della racchetta di chi sta aldilà della rete.

Altro elemento da non tralasciare è la risposta al servizio. Considerando che la velocità delle battute è salita vertiginosamente nell’ultimo decennio e che la risposta è il colpo dove si ha meno tempo rispetto a tutti gli altri, saper fare lo slice di contenimento diventa indispensabile, e la preparazione ridotta rende più facile la sua esecuzione.

Ma non è solo nella fase difensiva che può essere d’aiuto, bensì anche in attacco: come detto in precedenza, la rotazione inversa da più tempo prima del rimbalzo e questo in fase offensiva diventa un vantaggio poiché dopo un approccio in slice si ha più tempo per assumere un corretto posizionamento a rete.

Se parliamo poi di superfici rapide come erba o indoor va aggiunto che il rimbalzo basso non favorisce un colpo come il passante.

Alcuni esempi impossibili da dimenticare

Nel corso degli anni ci sono stati degli esempi di giocatori che partendo magari da una necessità tecnico tattica hanno trasformato questa abilità in una vera e propria arma.

I veri appassionati non possono non ricordare Younes El Aynaoui, giocatore marocchino classe 1971 che nei primi anni 2000 si è spinto fino alla quattordicesima posizione nel ranking mondiale, con un tennis, per l’epoca, leggermente atipico.

Aveva infatti un ottimo servizio, un eccellente diritto che provava a giocare da qualsiasi parte del campo, e dalla parte del rovescio, a causa della scarsa prestazione del suo colpo bimane, giocava praticamente sempre in back, colpo che nel corso della sua carriera ha dovuto perfezionare in tutte le fasi.

Esempi calzanti nel tennis femminile sono molto più rari, ma non possiamo non citarne uno dal momento che è stato un prodotto made in Italy: Roberta Vinci, ritiratasi pochi anni fa, si è distinta in un mondo di picchiatrici da fondo campo per le sue fantastiche traiettorie in backspin, variazione che nella sua unicità è risultata una delle armi decisive nella scalata.

Questo fa capire che in un tennis moderno che sta diventando sempre più fisico e dove le tipolgie di gioco si stanno omologando sempre di più, le variazioni di ritmo diverranno per molti imprescindibili.