Salvate il soldato Novak Djokovic: cronistoria di un 2020 da dimenticare



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Salvate il soldato Novak Djokovic: cronistoria di un 2020 da dimenticare

L'inizio 2020 di Novak Djokovic è stato letteralmente da sogno. Vittorie per la propria nazione con l'Atp Cup, vittoria dello Slam all'Australian Open ed un ruolino di marcia tra Gennaio e Febbraio fenomenale.

Dopo diversi mesi nessuno si sarebbe mai aspettato che questo 2020, per Novak Djokovic, si sarebbe poi tramutato in un anno "da dimenticare" Parliamo chiaramente, un anno con un titolo dello Slam non è mai da gettare e numeri da record con 26 vittorie consecutive mostrano l'eccellenza del campione serbo, ma questi si è attirato, talvolta mediante dichiarazioni e talvolta attraverso dei discutibili gesti, le antipatie di una buona fetta del popolo tennistico ed anzi diciamolo chiaramente, tolti i suoi tifosi il mondo del tennis ha sempre meno simpatizzanti del campione serbo.

Le polemiche attorno a Novak Djokovic sono nate durante il periodo di Pandemia quando in diversi paesi europei c'era un isolamento forzato. Il campione serbo si dilettava a fare dirette Instagram con vari personaggi, tanti tennisti e tra gli altri un personaggio molto discusso, Chervin Jafarieh.

Tante le teorie anomale di questa sorta di guru che parlava della Pandemia come di un momento eccitante da vivere. Quella diretta fu "un buco nell'acqua" per gli amanti delle polemiche ma rappresentò solo l'inizio di un periodo abbastanza complicato per Djokovic.

L'Adria Tour e le polemiche su suo padre

Poche settimane dopo l'isolamento forzato il numero uno del mondo si è occupato dell'organizzazione dell'Adria Tour, primo torneo esibizione che prevedeva anche il pubblico sugli spalti delle gare.

Fin dal principio questa scelta appariva alquanto discutibile, soprattutto per noi in Italia e vedere alcuni dei top 10 mondiali in campo con migliaia di persone fuori che assistevano senza seguire alcun protocollo di sicurezza lasciava perplessi.

Vedere in una di quelle stesse sere poi dimenarsi in balli pirotecnici senza maglia Novak Djokovic, Alexander Zverev, Thiem ed altri tennisti portò nuovamente il serbo a ricevere dure critiche. Qualche giorno dopo quella discutibile serata uscì la notizia della positività di Grigor Dimitrov, la prima di tanti tennisti e lo stesso Novak Djokovic risultò positivo prendendo parte a una sorta di un piccolo "focolaio" presente all'Adria Tour.

Dopo questo episodio il serbo si è scusato sui social per l'accaduto affermando di aver forse sottovalutato tutta questa situazione. Una volta che le polemiche sembravano spegnersi attorno a Novak Djokovic, ci ha pensato suo padre Srdjan a riaprire vecchie ferite attaccando Roger Federer, idolo di milioni di tifosi e portando nuove "inutili" critiche ai danni di Novak.

Dichiarazioni come "Roger Federer ha 40 anni ed è finito" o come "Per Federer siamo alla fine, ora è solo un normale giocatore di tennis", sono frasi che hanno attirato nuovo odio sportivo nei confronti del serbo e che hanno difatti aumentato il numero di oppositori dell'attuale numero uno al mondo.

Tornati al tennis giocato la situazione sembrava tornata alla normalità con Novak che non ha perso la verve di inizio stagione ed ha vinto senza particolari problemi il Masters 1000 di Cincinnati. Qui agli Us Open Novak Djokovic aveva la grossa chance di accorciare nella corsa agli Slam a Roger Federer e Rafael Nadal e provare a far dimenticare a tutti i recenti avvenimenti del passato ed invece l'ennesima ingenuità costa davvero caro al campione balcanico e rinnovano nuovamente le polemiche attorno a lui e questo 2020 maledetto.

Ora l'ultima chiamata del serbo in quest'annata è il Roland Garros dove Novak Djokovic sfiderà il padrone di casa Rafael Nadal per provare a spezzare la maledizione di questo 2020 da dimenticare.