E se Basilashvili fosse innocente, chi lo ripaga?



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E se Basilashvili fosse innocente, chi lo ripaga?

“Ci asterremo da qualsiasi commento fino al completamento delle indagini”. Le dichiarazioni della federtennis georgiana sembrano le più sensate nel caso riguardante Nikoloz Basilashvili, emerso in queste ore e che ha fatto il giro del mondo.

Il numero 27 ATP è stato arrestato (e poi rilasciato su cauzione) per una presunta violenza nei confronti dell'ex moglie (nonché ex modella) Neka “Neli” Dorokashvili. I fatti risalgono allo scorso 21 maggio e le versioni dei due, ovviamente, sono molto diverse.

L'unica certezza è che Basilashvili è stato effettivamente arrestato e che il rilascio è arrivato previo pagamento di 100.000 lari (equivalente di circa 28.500 euro). Comunque finirà la vicenda giudiziaria, la sua immagine rischia di essere gravemente compromessa.

La pensa così Alexandre Metreveli, presidente della stessa federtennis (noto per raggiunto la finale a Wimbledon 1973, edizione del boicottaggio). “Anche se il fatto non sarà confermato, l'evento influenzerà la sua carriera.

Ed è possibile che anche l'ITF possa interessarsi alla faccenda”. Con la prossima udienza fissata il 16 giugno, è improbabile che il goergiano possa partecipare all'esibizione di Belgrado organizzata da Novak Djokovic, al via proprio in quei giorni.

La violenza domestica nei confronti delle donne è argomento delicatissimo: da un lato si tratta di un crimine sporco, grave, inaccettabile e immorale. La lista di aggettivi dispregiativi potrebbe andare avanti all'infinito.

Allo stesso tempo, la storia ci insegna che in più di un'occasione le accuse delle presunte vittime fossero inventate. Senza dimenticare che è molto complicato ottenere prove certe per un reato del genere.

Per adesso non esistono elementi per sostenere l'una o l'altra tesi, e sarà così fino al pronunciamento definitivo. Già, perché il giudice Giorgi Kashakashvili ha disposto che il processo di si svolga a porte chiuse.

Normale, perché la coppia ha un figlio, Lukas (5 anni), il quale avrebbe assistito alla lite. Sarebbe proprio il figlio, insieme a faccende di natura economica, l'origine degli scontri tra Gabashvili e l'ex moglie.

Qualora la violenza fosse confermata, per casi di questo genere la legge georgiana prevede 200-400 ore di servizi sociali e, nei casi più gravi, pene detentive da 1 a 3 anni. Ma cosa è successo giovedì 21 maggio ad Avchala (nei pressi di Tbilisi), nella casa di proprietà dei genitori di Basilashvili? Non lo sappiamo, ma possiamo riportare le varie le testimonianze.

Secondo l'accusa, come riportato da Magda Kldiashvili, giornalista che sostiene la posizione della Dorokashvili, il tennista avrebbe abusato della donna per molti anni, e che la loro storia si sia svolta tra alti e bassi.

Dopo la separazione, Basilashvili ha dovuto versare 100.000 lari al mese all'ex moglie. Inoltre, il bambino sarebbe stato affidato alla madre. Da allora, il padre potrebbe vederlo in momenti concordati e solo in presenza di un assistente sociale.

Tra gli accordi della separazione giudiziale c'era una clausola di riservatezza. Secondo una versione, la Dorokashvili avrebbe chiesto una modifica dei termini del contratto e un assegno mensile triplicato (300.000 lari al mese).

Basilashvili avrebbe rifiutato, preso il bambino e portato a casa dei genitori senza la presenza dell'assistente sociale. Tempo un'ora e lei sarebbe andata a riprendersi il figlio e scatenando il conflitto, risolto con una chiamata alla polizia e l'arresto di Basilashvili.

È completamente diversa la versione di Basilashvili e della sua famiglia. Tra l'altro, sembra che alla presunta violenza abbia preso parte il padre di lui, ex ballerino. “Ma se così fosse sarebbe stato arrestato” sostiene la difesa, secondo cui non c'è stata nessuna violenza.

I familiari del tennista sostengono che la donna abbia fatto irruzione nella loro abitazione per provocare scandalo e accuasarlo di violenza. Irma Chkadua, avvocato di Basilashvili, sostiene che la donna non sia stata nemmeno toccata e che l'impianto accusatorio si basa esclusivamente sulla sua testimonianza.

“Non ho intenzione di entrare in una discussione pubblica con la mia ex moglie e provare qualcosa che non esiste – ha fatto sapere Basilashvili – lei è pur sempre la madre del mio unico figlio e la resterà per sempre.

In questa fase difficile, il mio unico obiettivo è proteggere la verità e non danneggiare gli interessi di Lukas”. La coppia si era sposata nel 2013 e un anno e mezzo dopo è venuto al mondo il loro primogenito.

I due erano molto attivi sui social network, poi è arrivata l'improvvisa separazione. Secondo la famiglia di lui, la donna non era d'accordo e tempo dopo aveva intentato una causa alla madre di Basilashvili per presunti maltrattamenti al nipote.

In assenza di prove, il caso fu archiviato. “Non è la prima volta che Neli cerca di infliggere danni morali, economici o di immagine a Nikoloz e alla nostra famiglia” hanno fatto sapere. Secondo la stampa georgiana, l'elemento chiave del processo sarà la capacità della donna di dimostrare di aver subito percosse importanti.

In quel caso, potrebbe avere buone chance. Al contrario, il clan Basilashvili sostiene di avere a disposizione un filmato che smonterebbe le tesi accusatorie. La faccenda ha avuto una certa risonanza in Georgia, anche perché la donna si è affidata a un'associazione non governativa (“Partnership for Human Rights”) che sta cercando di dare grande pubblicità al caso.

C'è anche del gossip: altre fonti sostengono che la reazione della Dorokashvili sia dovuta a un senso di gelosia per la nuova fidanzata di Basilashvili, una giovanissima tedesca di nome Charlotte che – in effetti – non fa nulla per nascondere la loro relazione sui social network.

Sembra che i due abbiano intenzione di sposarsi. Insomma, la classica reazione da donna ferita. Ma non esistono prove o certezze, in un senso e nell'altro. Comunque vada a finire, il caso di Basilashvili ricorda quanto sia delicato l'argomento, e quanto possa essere pericoloso per l'immagine del presunto colpevole.

Anche se cinico, il discorso di Metreveli ha senso: comunque andrà a finire, Nikoloz Basilahsvili sarà ricordato (anche) per le accuse di violenza della ex moglie, e questo avrà conseguenze perpetue sulla sua immagine.

In un sistema dell'informazione sempre a caccia di scoop, l'unica soluzione sarebbe un dignitoso silenzio fino alla sentenza. In caso di colpevolezza, qualsiasi pubblico ludibrio sarebbe legittimo. Ma se Basilashvili fosse innocente, nessuna assoluzione – e nemmeno nessun risarcimento - potrebbe ripagarlo dal gravissimo danno d'immagine.